lunedì 12 ottobre 2026

Un bocciolo

Come veli leggeri sulla scena
istantanee di vita trattenute:
gesti di donne, risate improvvise,
sere di un tempo che più non sarà.

Ciò che si cerca si affaccia un istante,
palpita sul petto come un bocciolo
che per un secondo diffonde il profumo,
prima di perdersi di nuovo in volo.



FOTOGRAFIA © FATMA TOPÇU/PEXELS

2026


domenica 11 ottobre 2026

Così ritorni ai tuoi modi

Appiani tutto quanto con un tocco
di dita come spianare le pieghe
ad un tessuto o facendo svanire
una colomba con lo schiocco magico
di un prestigiatore. Così ritorni
ai tuoi modi, così ricuci il tempo.



VLADIMIR KUSH, "INCRESPATURE SULL'OCEANO"

2026

sabato 10 ottobre 2026

In quello che non dici

In quello che non dici c’è la luce
che ha nelle prime ore il rumore
del traffico per strada mentre guardi
oltre il vetro senza vedere nulla.

Ci sono i gesti rimasti a metà,
i pensieri lasciati andare piano
come foglie sul bordo di una sera
Cose da nulla, ma per noi importanti.

Come le parole che non abbiamo
saputo dire e sembrano montagne.



FOTOGRAFIA © ADINE MACENO/PEXELS

2026


venerdì 9 ottobre 2026

Anche se lontana

Ti lasci decifrare soltanto
nell'assenza, e sei così vicina,
vicina anche se lontana. Il segreto
ha il peso di un candore disarmato,
ed è più profondo nell'incertezza,
come una vena che traspare lucida
nel levigato corpo di una pietra.



IMMAGINE CREATA CON IA

2026

giovedì 8 ottobre 2026

Scolora la carta

Scolora la carta, sfuma il ritratto.
Ti scrivo mentre il tramonto svanisce
e lascia un identico rosso in me:
se ogni voce non è mai la tua
e solo in sogno la curva del colle
è quella del tuo viso e la dorsale
imita le tue mani che mi sfuggono.



FOTOGRAFIA © VERA EMILIE/PEXELS
2026

mercoledì 7 ottobre 2026

Sotto bandiera ombra

Lancio nell’aria bolle di sapone
sotto forma di poesie, camicie
al vento o braccia spalancate - tu
però resti lontana, non dai segno.

Taci in quattrocento lingue diverse,
non agiti neppure un fazzoletto,
navighi sotto una bandiera ombra,
passi da una pagina vuota all’altra.



RAFAL OLBINSKI, "PRIMAVERA"

2026

martedì 6 ottobre 2026

L’amore passato

Scorrono i giorni, quei muti ritorni,
le orme ciechi dei ricordi stesi
come passatoia di sabbia e vento.
Si risveglia il canto, punge ancora
la nostalgia di un tempo perduto,
trasforma l'impossibile in arte.
E l'amore passato non ha età.



FOTOGRAFIA © LILEN DIAZ/PEXELS

2026

lunedì 5 ottobre 2026

Un altro autunno

Nella luce d'oro di un altro autunno
un sole rosso canta alla finestra
mentre la sera scivola nel vento.
I rami del tiglio sono un'arpa,
suonano un canto d'ambra e di memoria,
rimaniamo abbracciati sotto il cielo,
a custodire il nostro eterno sogno.



FOTOGRAFIA © GÜLSÜM SENER/PEXELS

2026

domenica 4 ottobre 2026

Il filo di una promessa

Ero attento a trattenere il fiato,
mentre lo scenario mutava forma
e il vecchio teatro riapriva il sipario.

Basta annodare un pensiero all'altro,
conservare il filo di una promessa,
restituire sostanza al presente.

Ci muoviamo ancora su un palcoscenico
antico, mentre la memoria spinge
alle spalle e frantuma le difese.

Per dare un nome e un senso alle cose.



RAFAL OLBINSKI, "IPOTESI PREVIDIBILE"

2026

sabato 3 ottobre 2026

Un neon

Il tuo nome è un frammento luminoso,
un neon che lampeggia nella notte.
È come un faro nella nebbia fitta,
che scompare un istante e poi riappare.

È sempre presente, anche nel sogno,
è il mantra che cuce le ore, che unisce
due anime lontane - vedi: lo penso,
lo dico, non mi hai sentito chiamare?



FOTOGRAFIA © ROSTISLAV KRALIK/PDP

2026

venerdì 2 ottobre 2026

Sera CIII

Non è vero che il tempo cancella,
accantona, stipa da qualche parte
polverose scatole di ricordi.
Così, tra le crepe di un vecchio muro
e l'ombra di una sedia di legno,
la sera si infila nelle mie mani
come un gatto e si mette a far le fusa.



FOTOGRAFIA © MUSTAFA GÖKHAN/PEXELS

2026

giovedì 1 ottobre 2026

Porto proibito

Non è un ricordo a cui mi possa stringere,
ma un desiderio che è lama sottile
e mi tortura - è una nostalgia
che punge piano con la sua distanza.

Eppure mi riempie interamente,
prende possesso di me, mi governa.
Miraggio costante, porto proibito
cui non riesco mai ad approdare.



RAFAL OLBINSKI, "IL FASCINO NOSTALGICO DELLE PROMESSE DI IERI"

2026