giovedì 30 aprile 2026

Geometria dell’assenza

Il vuoto è solo una sottrazione,
uno zero che non somma e non divide,
ma io so misurarne l'estensione,
ricostruirne l'intera architettura.

In questo spazio dove tu non sei
sollevo colonne, edifico templi,
popolo il vuoto di ogni tua movenza,
costruisco cieli dove non c’è sole.



RAFAL OLBINSKI, "LEZIONE DI BLU"

2026

mercoledì 29 aprile 2026

Un sogno perduto

Che cosa resta di un sogno perduto?
La penombra di un giardino, seduti
su una vecchia panchina di granito
mentre intorno aprile folleggia ignaro.

Eppure anche i fiori, i glicini viola,
i calici dei tulipani gridano
che a contare non è ciò che hai perduto,
ma tutto il tempo in cui tu hai sognato.



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2026

martedì 28 aprile 2026

Il fiore della lontananza II

Sorge ora l'alba, gemella alla mia,
prima però, matematicamente
nel vecchio gioco delle longitudini
Inonda i tratti di una geografia
fatta di verdi pianure d'aprile.
E quel breve tempo che ci divide
quel canto di uccelli che varca i fiumi,
quella tenda che beve i primi raggi
è il fiore della nostra lontananza.



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2026

lunedì 27 aprile 2026

Un maggio lontano

Il tempo è un nastro che si riavvolge,
ripercorre le tracce del passato
come quel verde virgulto - la mente
svelta arrampica sui vecchi vagoni,
viaggia giorni sospesi e i calendari.

Ritorna l'odore dei tigli in fiore,
la nevicata dei semi di pioppo.
Quel cielo di allora, lucido e terso,
riflette azzurri mai dimenticati.



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2026

domenica 26 aprile 2026

Il tempo dell’assenza

Meglio abitare il tempo dell'assenza,
privilegio di non essere atteso,
con la dignità muta del silenzio
se imparo a misurare lo spazio,
se conosco il deserto del soffitto
oasi per oasi nel bianco perfetto.
Eppure la vertigine, la danza
ancora inseguono la scia di un canto.



GAIL NATHANSON, "IL RAPPRESENTANTE", PART.

2026

sabato 25 aprile 2026

Due caffè

E quando il cielo si faceva grigio,
non era buio, ma spartito d’acqua
che suonava la musica dell'amore.
Come un tempio quei tavolini rossi,
quell'oasi inondata di luce gialla
dove stavamo a sfiorarci le mani,
a girare sognanti i cucchiaini
nelle tazzine vuote dei due caffè.
Non serviva cercare le parole.



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2026

venerdì 24 aprile 2026

Primo incontro

"Quando a li miei occhi apparve prima
la gloriosa donna de la mia mente"
DANTE, Vita nuova
Veniva avanti, complice e leggera
- e si inscrive così nella memoria,
con il vestito azzurro e il sole caldo,
promessa scritta in un solo sguardo.

Quel giorno capii che cosa provò
Dante quando per via apparve Beatrice.
Quel giorno incontrai la poesia
nel passo morbido di una ragazza.



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giovedì 23 aprile 2026

Un palombaro

Resto sperduto in questo blu profondo,
dove il silenzio ha il suono del tuo nome.
Sono un naufrago inverso, un palombaro
che cerca l’oro tra le tue parole,
È un’apnea dell’anima, un secondo
che si fa eterno e non so dire come.



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2026

mercoledì 22 aprile 2026

La rosa del ricordo

Dimentica il battito del presente,
le cronache vane, il grigio fluire,
cerca i frammenti, i piccoli indizi:
un soffio, un profumo, un’antica voce.

Non credere che il buio sia assoluto,
lasciati guidare dai rari lumi:
il riverbero d'astri ormai perduti
disegnerà la rosa del ricordo.



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martedì 21 aprile 2026

Fiori gialli

Non c'è inverno che tenga, se la mente
trasforma la pioggia in un mare verde,
- fiori gialli oscillano al vento, gridano
al cielo la grande forza del vivere.

Ti vedo ancora tagliare l’azzurro,
il mare come se fosse esso il tempo.
E riemergi ora, tra i petali e il prato,
sei un’estate che splende dentro me.



FOTOGRAFIA © HOSEUNG HAN/UNSPLASH

2026

lunedì 20 aprile 2026

Del più e del meno

Del più e del meno, come sempre, come
vecchia coppia che non ha più bisogno
di dirsi certe cose ma le sente
nella pelle, nello sguardo - così
parliamo del più e del meno, del tempo,
del vento che si è levato su aprile,
del cuculo ritornato dall'Africa.
Questo è l'amore: parlare di tutto
significando invece »Io ti amo».



IMMAGINE DI KELLY/PEXELS MODIFICATA CON IA

2026

domenica 19 aprile 2026

Di un altro aprile

Pareva eterno il battito del mondo
quando il vento portava solo canti.
Sapevamo, nel fuoco di quell'alba,
che il domani sarebbe stato ombra?

Ignoravamo che ogni passo allora
era un congedo a quel riflesso chiaro
nella vetrata. Ne cerco i frammenti
ora e trovo solo vaghi ricordi.



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sabato 18 aprile 2026

Scia d’oro

"Than the two hearts beating each to each!"
ROBERT BROWNING
C’è una luce improvvisa, quasi un lampo
che illumina per un istante il buio.
La mano segue quella scia d'oro
come accarezza la curva dei fianchi.

Non sono desiderio, non amore,
le onde chiare sulla superficie
- cadiamo l'uno verso l'altra, senza peso,
con il cuore che si scopre arreso.



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venerdì 17 aprile 2026

Un lungo appartenersi

La luce si incide sulle pareti della sera,
ti cerco come un porto, un'ansa di fiume
- non è memoria, è un lungo appartenersi:
mi porto addosso la tua impronta chiara.

Sei la risposta che non ho saputo
darmi mai, l'incanto, il patto segreto,
se mi chiedi di cosa sono fatto,
sappi che abiti il mio sangue, la mente.



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giovedì 16 aprile 2026

Il tempo II

Il tempo non è solo un muro ma
compromesso tra presente e passato.

Io resto qui, con le dita protese
a sfiorarne la superficie fredda,
che mi permette quasi di toccare
l'ombra vaga di quei giorni perduti.

Cerco un varco, un passaggio, qualche porto,
che mi conduca a quei giardini verdi
lambiti dalla carezza del vento.



RENÉ MAGRITTE, "LA RIPRODUZIONE VIETATA"

2026

mercoledì 15 aprile 2026

Il glicine è un arco di memoria

Il glicine è un arco di memoria,
rincorse di aquiloni nel mattino,
semi di pioppi su un campo di sabbia.

Colora di viola il giardino antico
percorso dal vento lieve di aprile
e dai ricordi, anche più leggeri.

Di quelle piume dimenticate
riveste le nostre ali perdute.



CLARE BOWEN, "GLICINE"

2026

martedì 14 aprile 2026

L’ormeggio

“Might I but moor - tonight -
In thee!”
EMILY DICKINSON
Quel giorno c'era un ricamo di vento
e le bandiere battevano il tempo
all’aria che si faceva già sera.
Ormeggiammo l'amore nella spiaggia.

Imparai a memoria la tua pelle,
studiandola come una mappa rara:
l'approdo dei tuoi fianchi, la sinuosa
rada del braccio, il porto dei tuoi seni.

Veleggiavi nell'orizzonte aperto,
ma restavi un miraggio nel deserto,
lasciando solo il profumo dei porti
e la scia lieve di un'illusione.



RICHARD BLUNT, "DANZANO ANCORA ALL'ALBA"

2026


lunedì 13 aprile 2026

Il limite di seta

Il limite di seta, il breve tratto
che divide l’eterno dall’effimero,
non è solo materia che si svela,
ma ritmo antico, battito vitale,
come la brezza che gonfia una vela.
Così la linea si fa compimento,
soglia sottile tra il sogno e la veglia,
un universo chiuso in un momento.



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domenica 12 aprile 2026

Il suo vetro

La parola è officina, non magia
ronzio di metallo e di vapore,
dove l’idea grezza si trascina
macinando vetrine, fango, petali.

Il poeta getta tutto nel crogiolo,
sorveglia la fiamma e modella l'oro,
soffia nella materia per filare
il suo vetro in meravigliose forme.




FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

2026

sabato 11 aprile 2026

Una poesia un po’ tua e un po’ mia

Una poesia che sembra abbia scritto
tu - quando ci provi ti escono questi
giri di parole e gorghi di immagini:
"Eravamo incastri di sogni e di fatiche".

E gioco con i tuoi ritagli, faccio
scorrere le dita sulla tastiera,
ricreo qualcosa che sia un po' tuo
e un po' mio, uno "scrigno di sospiri".



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venerdì 10 aprile 2026

Sulle tue ciglia

Chiudi gli occhi. Le tue palpebre sono
due petali pesanti che nascondono,
finalmente, lo strepito del giorno.
E lì, in quel silenzio, non sei più un corpo:
le mani si fanno orbite, le vene
fiumi in piena, e il battito del tuo polso
muove costellazioni come se
il cielo intero fosse sceso e stesse
riposando proprio sulle tue ciglia.



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giovedì 9 aprile 2026

Un punto esatto

C’è un punto esatto dove smetti di essere
argine. Non è un cedere, è un fiorire
all’indietro, quel modo di socchiudere
gli occhi per vedere meglio ciò che
avviene in te, quando il rumore tace.

In quel secondo diventi lo spazio
dove ruotano i pianeti: non sei
più una donna, sei un ritmo, la spinta
che mette in moto ogni cosa che vive.
Siamo la stessa luce, per un attimo.



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mercoledì 8 aprile 2026

Un’eco

Lei muove le mani con la tua grazia,
ruba al tuo sguardo quel modo di stare,
ma è un’eco che si perde nel vuoto,
un’onda che appartiene a un altro mare.

La notte srotola nastri di seta,
e non so sciogliere i nodi di ieri,
raccolgo i fiori dell'assenza, nuoto
nei suoi occhi che non sono i tuoi.



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2026

martedì 7 aprile 2026

Di un addio

Lei camminava verso l'automobile,
leggera, nel vento aspro della sera,
io restavo a misurare il confine
sottile e tagliente del tempo, senza
sapere che ogni suo gesto era già
il battito vivo della memoria.



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lunedì 6 aprile 2026

Luce di primavera

Si sono vestiti di nuovo i pioppi
e la luce ha un altro tono di giallo.
Come una donna entra audace e non bussa,
corre sul legno, accarezza i pensieri.
Sfiora appena la murrina e ne libera
l’arcobaleno che vi è prigioniero,
sulla mano che gioca con la penna,
sul foglio bianco, scrive dolci versi.



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2026

domenica 5 aprile 2026

Primavera, adesso riaffiori

Primavera, adesso riaffiori, porti
il profumo del vento tra le dita,
scuoti il silenzio dalle stanze chiuse,
un’onda verde che riaccende i giorni.

Naturalmente poi ti sveli, lasci
che il viola dei giacinti mi inebri
spargi stelle di narcisi e mi ami
come la terra che riceve il sole.



FOTOGRAFIA © EVE R/PEXELS

2026

sabato 4 aprile 2026

Immerso in un dipinto di Monet

Immerso in un dipinto di Monet
- il cielo azzurro un damasco di nuvole,
la nuova verde peluria dei carpini,
la luce che alle sei cade di taglio -
rinasco nella poesia di aprile,
come il tulipano improvvisamente
fiorito da un bulbo dimenticato
nella parte assolata del giardino.



FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

2026

venerdì 3 aprile 2026

Quiete dopo il vento

“Noi, questo fiore di procella e, mi senti
dell’amore”
ODYSSEAS ELĪTIS, Monogramma
E poi rimani, quiete dopo il vento,
come terra che accoglie la marea
o plenilunio che inargenta i flutti.
E sei luce e sei ombra, di te parlano
i sogni e la tua veste svolazzante
- rinascono antichi ricordi
come dei fiori nuovi a primavera.



JOHN WILLIAM WATERHOUSE, "LA SIGNORA DI SHALOTT"

2026

giovedì 2 aprile 2026

Mare di Sicilia

Il mare fremeva oltre la balaustra
battezzava il buio con il suo sale,
spargeva stelle, seminava lune.

Le pietre di Sicilia si tingevano
di giallo nella luce dei lampioni.
Tra i denti il gusto dell’altrove, l’eco
di terre calde e di deserti antichi,
nel libeccio che piegava le palme.

Non ero solo un’ombra sulla riva,
ma un punto fermo dentro l’infinito.



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2026

mercoledì 1 aprile 2026

Riflesso di terra e mare

Traccio sentieri di sale e di luce
- consente il sogno certe libertà -
traduco il tuo corpo in alte scogliere,
nelle curve sottili delle dune.
Mi abbandono al colore del crepuscolo,
una nuvola leggera che fluttua
sospesa tra il cielo e la sabbia umida,
in questo riflesso di terra e mare.



FOTOGRAFIA © UHGO/PEXELS

2026