Meglio abitare il tempo dell'assenza,
privilegio di non essere atteso,
con la dignità muta del silenzio
se imparo a misurare lo spazio,
se conosco il deserto del soffitto
oasi per oasi nel bianco perfetto.
Eppure la vertigine, la danza
ancora inseguono la scia di un canto.
GAIL NATHANSON, "IL RAPPRESENTANTE", PART.
2026






