giovedì 26 febbraio 2026

La tua voce un’arpa tesa

La tua voce un'arpa tesa tra i rami
del tempo, mentre i riflessi di un sole
lontano fanno porpora il mio tempio.

Le mele del giardino di Atlante
splendono d'oro, promettono luce,
trasformano illusioni in tanti sogni.

Resta una sete, una tregua sospesa,
e la tua voce si è fatta segreta.



RAFAL OLBINSKI, "IRIS"

2026

mercoledì 25 febbraio 2026

Oltre le colline

Se spingo lo sguardo oltre le colline
sei la curva che rompe l’orizzonte,
la luce nuda che ci riconcilia
nell'architettura di sensi e attese.

E in quel silenzio di cielo e luce
diventi il centro di un moto stellare:
la simmetria si scopre completa,
nel breve spazio tra un battito e l'altro.



FOTOGRAFIA © HELENA JANKOVICOVA KOVACOVA/PEXELS

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martedì 24 febbraio 2026

Fino all’ultima carta

Si giocava fino all’ultima carta
a quei tavolini sotto la luna
- fortunatamente non c’era in palio
l’amore perché io perdevo e tu
vincevi e poi mi prendevi in giro.
E forse era quello il gioco d’amore
- “giogo” amavo dirti ma sorridendo
e allora mi davi un buffetto scherzoso
con gli occhi che ridevano guardandomi.
Com’era bella quell’estate - tu
nel mazzo eri la regina di cuori.



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lunedì 23 febbraio 2026

Solchi di sale

L’alba di sole ti insegue e riaffiori
nel silenzio leggero della stanza.
Il tuo segno è un’ombra tesa sui vetri
che scava solchi di sale, è un soffio
che sa di pinete e giorni perduti,
dimenticati a ridere sul prato.
Scolora poi il sogno, ogni mattina.
Affoga il tuo volto in questa luce,
mi lascia fermo e muto ad ascoltare
strade affollate dove tu non passi.



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domenica 22 febbraio 2026

Radice antica

Trattengo il fiato per fermare l’aria,
per non sbiadire quel timbro di sale
che ancora vibra tra lenzuola sfatte.

Ma il sole è un ospite senza ritegno:
scortica l'ombra, asciuga la visione.
Cerco negli angoli bui della stanza
un altro gioco, la rima sospesa,
il tuo modo di piegare le labbra.

Ritrovo il segno che tutto fu vero:
che non sei nebbia, ma radice antica
che ancora scava, mi chiama e mi invita.



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sabato 21 febbraio 2026

Restò l’attimo

Le tue mani erano l'unico confine
tra il vuoto e il mondo. In quel fermo immagine
del tempo, la sabbia era l'universo
intero, il cielo sopra noi una cupola
istoriata di stelle. La clessidra
poi riprese a fluire, restò l'attimo.



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venerdì 20 febbraio 2026

Giorni di polvere

Sono giorni di polvere, slabbrati
fogli di calendario che il tempo
ha sfogliato. Li guardi come solchi
sopra il viso, le rughe che si accendono
ai lati degli occhi quando sorridi.
Tu vorresti bere il sole, sentire
il sale addosso e il grido del maestrale.
Ma il tempo non è sabbia dentro un vaso:
è la terra sopra cui camminiamo.



LIZA RAY, "INFINITO"

2026