venerdì 17 aprile 2026

Un lungo appartenersi

La luce si incide sulle pareti della sera,
ti cerco come un porto, un'ansa di fiume
- non è memoria, è un lungo appartenersi:
mi porto addosso la tua impronta chiara.

Sei la risposta che non ho saputo
darmi mai, l'incanto, il patto segreto,
se mi chiedi di cosa sono fatto,
sappi che abiti il mio sangue, la mente.



IMMAGINE CREATA CON IA

2026

giovedì 16 aprile 2026

Il tempo II

Il tempo non è solo un muro ma
compromesso tra presente e passato.

Io resto qui, con le dita protese
a sfiorarne la superficie fredda,
che mi permette quasi di toccare
l'ombra vaga di quei giorni perduti.

Cerco un varco, un passaggio, qualche porto,
che mi conduca a quei giardini verdi
lambiti dalla carezza del vento.



RENÉ MAGRITTE, "LA RIPRODUZIONE VIETATA"

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mercoledì 15 aprile 2026

Il glicine è un arco di memoria

Il glicine è un arco di memoria,
rincorse di aquiloni nel mattino,
semi di pioppi su un campo di sabbia.

Colora di viola il giardino antico
percorso dal vento lieve di aprile
e dai ricordi, anche più leggeri.

Di quelle piume dimenticate
riveste le nostre ali perdute.



CLARE BOWEN, "GLICINE"

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martedì 14 aprile 2026

L’ormeggio

“Might I but moor - tonight -
In thee!”
EMILY DICKINSON
Quel giorno c'era un ricamo di vento
e le bandiere battevano il tempo
all’aria che si faceva già sera.
Ormeggiammo l'amore nella spiaggia.

Imparai a memoria la tua pelle,
studiandola come una mappa rara:
l'approdo dei tuoi fianchi, la sinuosa
rada del braccio, il porto dei tuoi seni.

Veleggiavi nell'orizzonte aperto,
ma restavi un miraggio nel deserto,
lasciando solo il profumo dei porti
e la scia lieve di un'illusione.



RICHARD BLUNT, "DANZANO ANCORA ALL'ALBA"

2026


lunedì 13 aprile 2026

Il limite di seta

Il limite di seta, il breve tratto
che divide l’eterno dall’effimero,
non è solo materia che si svela,
ma ritmo antico, battito vitale,
come la brezza che gonfia una vela.
Così la linea si fa compimento,
soglia sottile tra il sogno e la veglia,
un universo chiuso in un momento.



IMMAGINE CREATA CON IA

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domenica 12 aprile 2026

Il suo vetro

La parola è officina, non magia
ronzio di metallo e di vapore,
dove l’idea grezza si trascina
macinando vetrine, fango, petali.

Il poeta getta tutto nel crogiolo,
sorveglia la fiamma e modella l'oro,
soffia nella materia per filare
il suo vetro in meravigliose forme.




FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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sabato 11 aprile 2026

Una poesia un po’ tua e un po’ mia

Una poesia che sembra abbia scritto
tu - quando ci provi ti escono questi
giri di parole e gorghi di immagini:
"Eravamo incastri di sogni e di fatiche".

E gioco con i tuoi ritagli, faccio
scorrere le dita sulla tastiera,
ricreo qualcosa che sia un po' tuo
e un po' mio, uno "scrigno di sospiri".



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