domenica 4 ottobre 2026

Il filo di una promessa

Ero attento a trattenere il fiato,
mentre lo scenario mutava forma
e il vecchio teatro riapriva il sipario.

Basta annodare un pensiero all'altro,
conservare il filo di una promessa,
restituire sostanza al presente.

Ci muoviamo ancora su un palcoscenico
antico, mentre la memoria spinge
alle spalle e frantuma le difese.

Per dare un nome e un senso alle cose.



RAFAL OLBINSKI, "IPOTESI PREVIDIBILE"

2026

sabato 3 ottobre 2026

Un neon

Il tuo nome è un frammento luminoso,
un neon che lampeggia nella notte.
È come un faro nella nebbia fitta,
che scompare un istante e poi riappare.

È sempre presente, anche nel sogno,
è il mantra che cuce le ore, che unisce
due anime lontane - vedi: lo penso,
lo dico, non mi hai sentito chiamare?



FOTOGRAFIA © ROSTISLAV KRALIK/PDP

2026

venerdì 2 ottobre 2026

Sera CIII

Non è vero che il tempo cancella,
accantona, stipa da qualche parte
polverose scatole di ricordi.
Così, tra le crepe di un vecchio muro
e l'ombra di una sedia di legno,
la sera si infila nelle mie mani
come un gatto e si mette a far le fusa.



FOTOGRAFIA © MUSTAFA GÖKHAN/PEXELS

2026

giovedì 1 ottobre 2026

Porto proibito

Non è un ricordo a cui mi possa stringere,
ma un desiderio che è lama sottile
e mi tortura - è una nostalgia
che punge piano con la sua distanza.

Eppure mi riempie interamente,
prende possesso di me, mi governa.
Miraggio costante, porto proibito
cui non riesco mai ad approdare.



RAFAL OLBINSKI, "IL FASCINO NOSTALGICO DELLE PROMESSE DI IERI"

2026

mercoledì 30 settembre 2026

Sera di settembre XIII

Come sempre, il tuo pensiero ritorna,
voce di vento che aleggia nel rosso
divampare del tramonto - dilaga
su colline estenuate dall'estate.

Tra poco le prime stelle d'autunno:
brilleranno nitide, proverò
a dar loro un nome, anche se tutte
avranno quello di un amore lontano.



FOTOGRAFIA © SAVINA BERTOLLINI/PEXELS

2026


martedì 29 settembre 2026

Figure d’aria

Scorrono forme leggere sul fondo,
figure d'aria dentro una cornice,
pennellate impalpabili di luce
che danzano sospese nel silenzio.
I giochi che non richiedono regole
ne sfumano i contorni ad ogni gesto.
Basta solo un soffio tra le fessure
per sentire la notte abbandonarsi.
Basta solo socchiudere le palpebre,
scivolare dove il mondo scompare.



IMMAGINE CREATA CON IA

2026

lunedì 28 settembre 2026

Sotto pelle

La geometria del tuo corpo segna
un perimetro caldo e ben preciso.
Il fotogramma trema e poi si specchia
in un montaggio arduo di chiaroscuri:
lì il desiderio perde ogni finzione
e la sintassi cede alla sostanza:
vano è l'artificio delle parole
per dire ciò che brucia sotto pelle.



FOTOGRAFIA © GAURAV LODHI/PEXELS

2026