mercoledì 11 febbraio 2026

Un raggio di primavera

Un raggio di primavera scintilla,
un barlume che rompe l'abitudine
e manda in frantumi pozze di ghiaccio.
La terra si apre femminile, traccia
il percorso tra il respiro e il passo,
il mondo torna a essere un confine
sicuro, abbandona segni di fumo,
ridisegna dal nulla i suoi fiori.



FOTOGRAFIA © MABEL AMBER/PEXELS

2026

martedì 10 febbraio 2026

Era il tuo giorno

Era il tuo giorno questo - le montagne
vicine vestite di rosa sempre
hanno smentito il mare ma restavi
a popolare la tua festa come
quel sole chiaro che tinge i nevai.
Era il tuo nome - e riecheggiava ovunque
quale voce gridata tra le valli.
Oggi è un giorno come tutti gli altri,
e il tuo nome è solo un nome qualunque.



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lunedì 9 febbraio 2026

Le cose passano veloci

Le cose passano veloci, sfuggono
al tocco, diventano già memoria;
ci accontentiamo di pochi minuti
ma ci servirebbe un anno intero.

Non dimentichiamo i giorni come lettere
chiuse, o frutti cui abbiamo dato un morso
prima di gettarli senza aver mai
interamente gustato l'essenza.



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domenica 8 febbraio 2026

Il tesoro

Ti siedi nel mio cuore e ti ci trovi
a tuo agio, luce che l'ombra non tocca.
ed è sempre una languida mattina
in cui la luce si diffonde piano
colorando d'oro i tuoi capelli,
disegnando paesaggi nei tuoi occhi.
Sei il tesoro che il tempo non distrugge,
fiume d'amore che esonda dall'anima.



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sabato 7 febbraio 2026

L’autunno di te

Un suono di sillabe stanche, un guscio
che il tempo ha lasciato, vuota conchiglia
del tuo nome, l’immagine rimasta
di te da quelle giornate d’estate.

Fu un giorno di settembre che varcai
la soglia, che cominciò l’oblio.
Era l’autunno di te quel mattino,
quando mi accompagnasti alla stazione.



J. K. JACOBUS, "COPPIA CHE GIOCA A SCACCHI"

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venerdì 6 febbraio 2026

Sei la memoria

Avvolgi ogni volto in veli di nebbia,
tormenti la luce dei sogni illesi,
sei l'ombra che danza sulla sabbia,
sui passi interrotti, sui giorni perduti.
Sei una strada sterrata, eco di musiche,
e immagini di terre lontane.
Cancelli i confini, lasci brandelli
sospesi nel buio. Sei la memoria.



FOTOGRAFIA © LISA FROM PEXELS

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giovedì 5 febbraio 2026

Due vele senza vento

Forse siamo due vele senza vento,
sorprese dalla bonaccia di agosto.
Il mare davanti è un muro di sale,
un confine tra il qui e il tuo tormento.

Nel porto resta un guscio vuoto, all'ancora,
all'orizzonte passano le navi
- io resto a terra, nuvole vaganti
portano i tuoi occhi, ma sono nebbia.



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