lunedì 13 aprile 2026

Il limite di seta

Il limite di seta, il breve tratto
che divide l’eterno dall’effimero,
non è solo materia che si svela,
ma ritmo antico, battito vitale,
come la brezza che gonfia una vela.
Così la linea si fa compimento,
soglia sottile tra il sogno e la veglia,
un universo chiuso in un momento.



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domenica 12 aprile 2026

Il suo vetro

La parola è officina, non magia
ronzio di metallo e di vapore,
dove l’idea grezza si trascina
macinando vetrine, fango, petali.

Il poeta getta tutto nel crogiolo,
sorveglia la fiamma e modella l'oro,
soffia nella materia per filare
il suo vetro in meravigliose forme.




FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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sabato 11 aprile 2026

Una poesia un po’ tua e un po’ mia

Una poesia che sembra abbia scritto
tu - quando ci provi ti escono questi
giri di parole e gorghi di immagini:
"Eravamo incastri di sogni e di fatiche".

E gioco con i tuoi ritagli, faccio
scorrere le dita sulla tastiera,
ricreo qualcosa che sia un po' tuo
e un po' mio, uno "scrigno di sospiri".



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venerdì 10 aprile 2026

Sulle tue ciglia

Chiudi gli occhi. Le tue palpebre sono
due petali pesanti che nascondono,
finalmente, lo strepito del giorno.
E lì, in quel silenzio, non sei più un corpo:
le mani si fanno orbite, le vene
fiumi in piena, e il battito del tuo polso
muove costellazioni come se
il cielo intero fosse sceso e stesse
riposando proprio sulle tue ciglia.



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giovedì 9 aprile 2026

Un punto esatto

C’è un punto esatto dove smetti di essere
argine. Non è un cedere, è un fiorire
all’indietro, quel modo di socchiudere
gli occhi per vedere meglio ciò che
avviene in te, quando il rumore tace.

In quel secondo diventi lo spazio
dove ruotano i pianeti: non sei
più una donna, sei un ritmo, la spinta
che mette in moto ogni cosa che vive.
Siamo la stessa luce, per un attimo.



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mercoledì 8 aprile 2026

Un’eco

Lei muove le mani con la tua grazia,
ruba al tuo sguardo quel modo di stare,
ma è un’eco che si perde nel vuoto,
un’onda che appartiene a un altro mare.

La notte srotola nastri di seta,
e non so sciogliere i nodi di ieri,
raccolgo i fiori dell'assenza, nuoto
nei suoi occhi che non sono i tuoi.



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martedì 7 aprile 2026

Di un addio

Lei camminava verso l'automobile,
leggera, nel vento aspro della sera,
io restavo a misurare il confine
sottile e tagliente del tempo, senza
sapere che ogni suo gesto era già
il battito vivo della memoria.



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