Si giocava fino all’ultima carta
a quei tavolini sotto la luna
- fortunatamente non c’era in palio
l’amore perché io perdevo e tu
vincevi e poi mi prendevi in giro.
E forse era quello il gioco d’amore
- “giogo” amavo dirti ma sorridendo
e allora mi davi un buffetto scherzoso
con gli occhi che ridevano guardandomi.
Com’era bella quell’estate - tu
nel mazzo eri la regina di cuori.
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2026






