La tua voce un'arpa tesa tra i rami
del tempo, mentre i riflessi di un sole
lontano fanno porpora il mio tempio.
Le mele del giardino di Atlante
splendono d'oro, promettono luce,
trasformano illusioni in tanti sogni.
Resta una sete, una tregua sospesa,
e la tua voce si è fatta segreta.
RAFAL OLBINSKI, "IRIS"
2026






