Il nostro è un alfabeto di sussurri,
modo di toccarsi senza sfiorarsi:
l’istante in cui lo sguardo vaga altrove,
la curva di una tazzina sul tavolo.
Viviamo in un regno di quasi e forse,
di nomi pronunciati abbassando
la voce come se nominarsi troppo forte
potesse dissolvere il nostro sogno.
JACK VETTRIANO, "L’UOMO CON L’ABITO BLU”
2026

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