Dove digrada verde la collina
ritorna la tua immagine, declivio
e grembo, e l’onda del cielo la scioglie
nella luce che rapida declina.
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2009
“Sono cresciuto alla tua ombra.”
LÉOPOLD SÉDAR SENGHOR
Il tramonto rubava luce ai corpi,
tagliava le nostre nere silhouettes
nel rettangolo di una cartolina.
Le nostre parole restano lì,
sembrano vergate da un drammaturgo.
Le credevamo scritte sulla sabbia
e che un’onda le avrebbe cancellate:
invece sono incise sopra il marmo.
© Globalcuts
2003
Ascolto le tue parole - leggere
farfalle volano nell'aria grigia
della stanza, petali di ciliegio
si riversano fuori dal telefono,
galleggiano nella luce di ottobre.
L'incarnazione della primavera
tu sei, l'amore che si fa visibile,
e la tua luce è una rivelazione
che ai miei occhi schiude orizzonti.
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© Millennium Murals
2009
Finestre al sole, vestite d’autunno,
riflessi del vento che porta foglie.
L’amore è un ricordo che si affaccia
oltre i vetri come un giorno d’estate
e torna insistente senza sapere
che è giunta la stagione del rimpianto.
Diane Romanello, “Autumn Threshold”
1987
Il giorno è stato lungo e bello, terso
come il cielo appeso alla vallata.
A mezzo il colle si levava un filo
di fumo – è tempo per i contadini
di bruciare le stoppie e foglie secche.
Non ho pensato a te neanche un momento,
anzi soltanto quando una ragazza
ha svoltato con la tua andatura.
Segno che anche dall’amore si guarisce.
Hazel Barker, “Farm near Guillaumes”
2008
L’onisco sale il muro con lentezza.
Vorrei anch’io prendere così la vita,
gustare il sole timido di ottobre,
la brezza che percorre i fili d’erba.
Come le nude bagnanti dei Naif
ingenue in fiumi colmi di ninfee,
come quei pescatori sulle rive
che vedono lo scorrere del tempo.
Ma la mia è vita di corsa, fugace
colgo a morsi quei giorni che mi passano
accanto con guizzo di camaleonte.
© MirrorPix
2002
"Il ricordo del sogno non è mai il sogno stesso.
È come una polvere che si scioglie.”
ITALO SVEVO
C’eri tu nel sogno dimenticato;
questo solo ho saputo ricostruire:
la tua presenza era così marcata
da farmi male, da lasciarmi un senso
di soffocamento, come una mano
che prema forte sulla giugulare.
Non ho riconosciuto il luogo: piante,
una siepe, tavoli da giardino
ed una tenda a righe bianche e blu
da quadro di Lazzaro o macchiaiolo.
Non ho saputo risalire a fatti
o circostanze, a quei dettagli strani
che i sogni sanno spesso ingigantire.
Ma ho riconosciuto la tua bellezza,
l’incarnato di donna innamorata,
la nudità leggera dell’estate
nel mio sogno svanito troppo in fretta.
Ed il ricordo della tua presenza
come una rosa bella e profumata
con il suo effluvio ancora mi stordisce.
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Raymond Leech, “Only a dream away”
2003