"Tutti, tutti, dormono sulla collina"
EDGAR LEE MASTERS, Spoon River Anthology
I.
Nel buio tutto tremava: la terra
sembrava muoversi come fiammella
di candela, poi improvviso il boato.
Una voragine inghiottiva L'Aquila.
II.
Daniela abbracciava i suoi bambini
in una notte di brividi e scosse:
lo scudo della sua schiena di madre
non ha impietosito il cieco destino.
Giuseppe non aveva paura: al fianco
c'era la sua ragazza, la teneva
stretta prima che venisse giù il cielo:
la morte li ha voluti allacciati.
Il papà e la mamma di Anton venivano
dalla Romania a cercare i futuro
e lui - cinque mesi - lo aveva donato:
su tutti e tre montagne di detriti.
Andrea aveva tre anni e un fratellino
nel ventre della mamma - non potrà
giocare con lui, dividere i sogni:
Fuori il papà li piange disperato.
Carmelina studiava con passione:
il mondo a ventidue anni apre scenari
meravigliosi, pieni di speranza.
Li ha intravisti solo un momento.
III.
Su tutti regna il buio inesorabile:
su quasi trecento sogni e illusioni,
su quasi trecento gioie e dolori
e il vento soffia lieve sulla polvere.
2 commenti:
Non è facile commentare questo testo, anche se, ti ringrazio per aver provato a descrivere, almeno per alcuni di loro, le umane vicende e le attese per un futuro che, altro non è stato, che polvere tra la polvere. Mio giovane Renoir, che dire? Per me, sei meritevole della lode.
Lascio il mio silenzio per questo giorno di lutto cittadino.
E nell’imminenza della Santa Pasqua, t’invio gli auguri più fervidi.
Grazie. Franca
Ricambio gli auguri. E aggiungo al tuo il mio silenzio e la riflessione di questo particolare Venerdì Santo
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