giovedì 13 maggio 2010

Pena d’amore

La notte risplendeva stelle chiare
in un cielo pulito come vetro.
Giungesti tu e la tua bocca sembrava
una ferita, un taglio nella carne.

Il mio destino era peregrinare,
agognarti per mari sconosciuti,
come Ulisse cercarti, terra mia.
Giungesti tu e gridavo il mio dolore:
irraggiungibile eri alle mie mani.

 

 

Fotografia © Stock.xchng

 

2002

8 commenti:

Buba ha detto...

si percepisce la pena per un amore inafferrabile in ogni singolo verso

DR ha detto...

l'inafferrabilità, ben detto, che non è però impossibilità

Vania e Paolo ha detto...

...mi crea angoscia...
comunque è molto molto bella.
ciao Vania

DR ha detto...

vorrei alleviare questo senso d'angoscia, spiegando che la poesia è stata ispirata da un sogno

Vania e Paolo ha detto...

:))...era d'amore...risolveva tutto.;)
...grazie. Vania

Asia ha detto...

E' come le divinità, amico mio, rimane. Emozionata Asia saluta il "suo" Renoir.

DR ha detto...

Grazie, Asia, semper fidelis

zoé ha detto...

E' bellissima ... si legge Amore, si legge il Desiderio, le mani che sfiorano quella Terra .. chissà se si lascerà sfiorare ......