C’è un punto esatto dove smetti di essere
argine. Non è un cedere, è un fiorire
all’indietro, quel modo di socchiudere
gli occhi per vedere meglio ciò che
avviene in te, quando il rumore tace.
In quel secondo diventi lo spazio
dove ruotano i pianeti: non sei
più una donna, sei un ritmo, la spinta
che mette in moto ogni cosa che vive.
Siamo la stessa luce, per un attimo.
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2026






