Sulla collina potano le viti,
restano i tronchi, sculture di nodi,
la luce scende a baciare la goccia
di linfa, vi ricostruisce un mondo
di filari e di azzurre nuvole.
Nel silenzio, tra i colpi di cesoie,
ritrovo il segno delle mie radici
me lo sento nel sangue, nel respiro:
lo stesso che muove le foglie nuove.
Appartenere è questo farsi specchio
di un orizzonte che non ha confini.
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2026





