Si scende quando si pensa al passato?
Si scava con cura, come un archeologo,
penetrando nei recessi più bui,
illuminando anfratti con un'esile
fiammella che evoca smisurate ombre?
Oppure si sale? La mente libera
dagli affanni continui del presente,
ci si addentra in un bosco di memorie
riconoscendo il nome di ogni pianta?
JOHN WHITE ALEXANDER, “MEMORIES”
2012