Ho sorpreso qualche fiocco di neve
nell'aria addormentata del mattino.
Cadevano lenti al vento dell'ovest
come soffioni nel cielo di maggio.
Non cadono così anche le illusioni,
prima di sciogliersi al sole del reale?
giovedì 15 gennaio 2009
mercoledì 14 gennaio 2009
Il tuo tesoro
“Cercare significa: avere uno scopo.”Amore che rovisti nel passato
HERMANN HESSE, Siddharta
tu cerchi il suo sorriso tra le rose
e ti ferisci con le antiche spine.
Ma se il ricordo brilla come oro
avrai la concorrenza delle gazze
e degli stracciaioli chini al rame.
Tu battili in astuzia: spargi il sale
sulle code, centesimi per terra
e fruga i bauli uno dopo l’altro.
Questo cercare è tutto il tuo tesoro.
Fotografia © Perl
2004
Argomento:
ricordo
martedì 13 gennaio 2009
Il telamone
Il telamone dorme sulla rena.
Il tempo si è fermato ad Agrigento,
non fosse la città moderna stesa
sulla collina come una coperta
o quel lungo viadotto autostradale
che appare all’improvviso dietro il Tempio
di Castore e Polluce oltre le piante.
La guida sotto l’ombrellino a fiori
parla con voce monocorde e triste:
ha ripetuto troppe volte il gesto
delle vestali, la storia di Zeus.
Non somiglia alla ragazza bruna
che perse il pettine nella poesia
di Quasimodo in questo stesso posto.
Ma il telamone giace nella polvere,
corroso dai secoli e dalle piogge,
dal vento caldo del Mediterraneo:
il gigante ferito sembra dirmi
che il tempo non si ferma proprio mai.
Neppure lungo i templi di Agrigento.
Il tempo si è fermato ad Agrigento,
non fosse la città moderna stesa
sulla collina come una coperta
o quel lungo viadotto autostradale
che appare all’improvviso dietro il Tempio
di Castore e Polluce oltre le piante.
La guida sotto l’ombrellino a fiori
parla con voce monocorde e triste:
ha ripetuto troppe volte il gesto
delle vestali, la storia di Zeus.
Non somiglia alla ragazza bruna
che perse il pettine nella poesia
di Quasimodo in questo stesso posto.
Ma il telamone giace nella polvere,
corroso dai secoli e dalle piogge,
dal vento caldo del Mediterraneo:
il gigante ferito sembra dirmi
che il tempo non si ferma proprio mai.
Neppure lungo i templi di Agrigento.
Fotografia © Wikipedia
2002
Argomento:
tempo
lunedì 12 gennaio 2009
Sera milanese
Mi rifletto nello specchio di un tram
qui, davanti al Castello e alla fontana,
e scende piovigginosa la sera
sullo smeraldo verde dei semafori.
qui, davanti al Castello e alla fontana,
e scende piovigginosa la sera
sullo smeraldo verde dei semafori.
Fotografia di pubblico dominio
2008
domenica 11 gennaio 2009
Il sogno smarrito
”That holy dream!”
That holy dream!
EDGAR ALLAN POE
Alla luce dell’alba, in quell’incanto
di cielo, smarrii un sogno tanto bello.
Lo cercai inutilmente fino a sera
dietro a un ricordo, in mezzo ad un rimpianto.
Ho ispezionato perfino il cestello
dei panni sporchi: non c’era, non c’era!
Poi sono andato a letto e l’ho trovato:
giaceva sul cuscino, addormentato.
1998
sabato 10 gennaio 2009
Il santuario dell'amore
Eccolo il santuario dell'amore,
il pontile proteso verso il mare
per sentirsi a mezzo tra terra e cielo.
In quel luogo sospeso ci trovammo,
magneti attratti da una forza opposta,
ed unimmo le bocche dentro il nulla.
Eros rideva appollaiato al vertice
della tettoia azzurra di lamiera,
il suo dardo aveva colto il bersaglio.
Il vento stesso ci sembrava spingere
l'uno sull'altra, contro la balaustra.
Sotto il mare, geloso, ribolliva.
Ora è deserto il pontile e lo guardo
da solo in questa giornata di sole.
Il mare, tranquillo, pare una tavola.
il pontile proteso verso il mare
per sentirsi a mezzo tra terra e cielo.
In quel luogo sospeso ci trovammo,
magneti attratti da una forza opposta,
ed unimmo le bocche dentro il nulla.
Eros rideva appollaiato al vertice
della tettoia azzurra di lamiera,
il suo dardo aveva colto il bersaglio.
Il vento stesso ci sembrava spingere
l'uno sull'altra, contro la balaustra.
Sotto il mare, geloso, ribolliva.
Ora è deserto il pontile e lo guardo
da solo in questa giornata di sole.
Il mare, tranquillo, pare una tavola.
Fotografia © Locali d'autore
2009
Argomento:
amore
venerdì 9 gennaio 2009
Le prime parole
“Mi ha detto poi, con gentilezza:Quelle prime parole che lei disse
ti voglio bene, perché sei tanto triste.”
HERMANN HESSE
mi suonarono quasi di rimprovero
per quegli anni gettati a rincorrere
le sere azzurre della nostalgia.
Non sapeva – neppure io sapevo –
che poi sul vaporetto avrei pianto,
che il suo ricordo sul ponte di Rialto
sarebbe stato doloroso e nitido,
una celebrazione, quasi un rito
annunciato dal luogo stesso: l’acqua
maleodorante, il dissolvimento
della città nella laguna verde.
Ricordo ancora le prime parole
che lei mi disse: a distanza di anni
suonano come una poesia imparata
a memoria, ma sono la mia vita.
Carol De Mumbrum, "Coppia su una panchina"
1991
Argomento:
amore
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