Le ragazze che andavano a passeggio
si portavano i nostri sogni tristi
come cani al guinzaglio – scorrazzavano
lungo il fiume all’ombra di cattedrali,
annusavano la vita per esserne
parte in quella città così straniera.
Ma quando la sera ci trovavamo
dentro i caffè eravamo come loro
e quando parlavamo si accendevano
luci che ammiccavano all’amore.
Non ci sentivamo più soli allora,
non eravamo più gente straniera.
E baciavamo una ragazza bionda
per sentirle l’anima sulle labbra.
ELABORAZIONE GRAFICA © DANIELE RIVA
2006
2 commenti:
...la poesia devo dire che non mi piace molto...anche se è scritta molto bene e rende perfettamente.
.. la foto...si..ma qui no:(...sorry .:))
ciaoo Vania
È una poesia che esula dai miei soliti temi: non ricordo bene cosa mi ha spinto a scriverla sei anni fa, probabilmente un articolo sulla vita dei minatori italiani a Marcinelle, in Belgio (nel 2006 cadeva il cinquantenario dell'incidente in cui persero la vita 262 minatori).
Anche per questo, può risultare "stonata"...
:-)
Posta un commento