lunedì 23 giugno 2008

Il sole del solstizio

Il sole che declina nel solstizio
illumina di sé le vaste lande
dell’occidente - tinge d’oro e rame
nuvole gonfie di luce riflessa.

Così è l’amore che io ti ho portato:
risplende in questi giorni senza fine
del riverbero soave dei ricordi,
infiamma il gusto etereo dell’incanto
come le torri nell’ultimo sole.

Sarà breve la notte: scenderà il fresco
dalle colline a sollevare l’afa.
E il sogno caduto sugli occhi stanchi
spegnerà la mia sete d’amore.


Wendy Puerto, "Solstizio d'estate"


2006

domenica 22 giugno 2008

Pomeriggio caldo

Indovinare il gusto delle siepi
dal colore improvviso delle bacche,
dal subitaneo frullo di un passero.
E interpretare il tempo che trascorre
dal soffio del vento sulle bandiere,
da un colpo di tosse lungo la via.

Così svapora il pomeriggio caldo
come una bottiglia di birra aperta
e sparge il suo aroma sul balcone.

Sulle colline, sui monti lontani
stesi ad acquarello dalla foschia,
nell'ombra lo scoiattolo starà
aprendo già le prime pigne secche.


Fotografia © Daniele Riva


2006

sabato 21 giugno 2008

Sera di pioggia

Ascolto il picchiettare della pioggia
- cade o è caduta mi chiedo con Borges -
la sera buia sdoppia luci gialle
ed arrovescia sull'asfalto il bar.

Dove gli ombrelli fradici si affollano
esplodono risate come semi,
i fiori di vetro sbocciano al buio
e irradiano riflessi nel parcheggio.

Tornando, mi porto via le scie rosse
degli stop come un nuovo talismano.


Ando Hiroshige, "Temporale improvviso
sul Ponte Ohashi ad Ataka"


2008

venerdì 20 giugno 2008

Sera sul fiume

Le chiavi tintinnanti della sera
suonano nella gola della gazza
- si porta via il sole, monile d'oro.

La luna appesa al filo del levante
illumina paesaggi senza tempo
- ieri, domani, oggi sono voci
perdute dalle bocche degli uomini.

Dove un filo di fumo alto si leva,
l'estate avvampa tra fragili giunchi.

Il fiume scorre al mare, lentamente.



Fotografia © Daniele Riva


2008

giovedì 19 giugno 2008

Amore in guerra

"Era una ragazza di Venezia che ogni
 estate veniva a villeggiare con i suoi".

 MARIO RIGONI STERN, Quota Albania
1. Asiago

La guerra è un gelo sospeso nell'aria:
i larici , gli elmetti, le esplosioni,
l'artiglieria francese sui ghiacciai.
Ed ora sei qui, altera e incantevole,
bella come un mattino in piena estate,
ad ascoltare la banda al mio fianco,
a domandare di com'è lassù.
Dei colpi di mitraglia, dei mortai,
dei muli che salgono tu vuoi sapere,
di come si vive, come io ci vivo.
E l'emozione mi stringe la gola,
quasi non oso guardarti, parlarti.
Domani la guerra riprenderà
e non so credere alla tua promessa
che verrai alla stazione a salutarmi.

2. Korça

Terra straniera, terra inospitale:
pallottole, granate, minareti.
Nello zaino fangoso l'Odissea,
una fotografia nelle sue pagine.
E in quel riquadro sorride altera
una ragazza di Venezia: tu.

Ho parole da dirti: dal mio cuore
sgorgano come una fonte, parole
che non ho mai osato pronunciare.
Ma non ci sono fogli o cartoline,
nessun postino le può consegnare:
soltanto guerra e infinita stanchezza.

3. Colle del Mushkes

Una cartolina ha poche parole
da dire. E come raccontarti che
il ghiaccio ci gela le dita e la fame
ci prosciuga le idee: ho mangiato ghiande
e pannocchie di mais rubate a un campo.
Come parlare d'amore a matita
con la gavetta che fa da scrittoio?
Una cartolina solo per dire
che sono vivo, che mi lascio vivere.

4. Tegia Duskut

Neanche le fiamme riescono a scacciare
il freddo, neanche la grappa bevuta.
Ci prova quella lettera azzurrina
con la calligrafia tonda e minuta
che dice con eleganza la vita
che continua di là dal mare, a casa.

E vedo la Laguna, quei balconi,
la tua stanza, le tue mani aggraziate.
Ma poi uno schiocco del fuco mi desta
dal sogno, mi riporta qui e le fiamme
non riescono a tener lontano il freddo.

5. Tegia Duskut, Natale 1940

È Natale, la neve cade fitta
e la malinconia mi stinge l'anima.
Una lettera, sogno una tua lettera
che mi riscaldi, che mi dica di te,
di Venezia, i mosaici e le candele,
l'atmosfera che respiri a San Marco,
che dica di ragazze, delle amiche,
di come passi il tempo in questi giorni.

È Natale, la neve cade fitta
e la malinconia mi stringe l'anima,
la posta non è neppure arrivata.

6. Valle del Devoli

Non scriverai più. Le buste azzurrine
non spiccheranno liete tra la posta.
Pressioni, le stupide convenzioni
per sempre ti allontanano da me.
Dicono che sei malata e non sai.

Ma sparano, di là dal bosco sparano
ed io con il fucile e le granate
mi inoltrerò tra gli alberi e vedrò
un'altra vita nascere dal fuoco
che arde le lettere di quell'amore.



Cartolina in franchigia italiana - dal web


2001

mercoledì 18 giugno 2008

Etna

Dalla lava di secoli riemerge
la vita sotto forma di carrubo.
La natura è paziente, non ha fretta.

Un uomo, sul margine della strada,
vende pistacchi - ne ha sacchi nel baule
della sua centoventisette verde.

I negozi di souvenir qui vendono
il liquore rosso fuoco dell'Etna:
zucchero, alcol e peperoncino.

A me basta portare via il ricordo
di questi crateri che ancora fumano,
delle case inghiottite dal vulcano.

E bere il vino aspro della memoria.


Fotografia © Daniele Riva


2008

martedì 17 giugno 2008

La promessa della felicità

Una crepa nel muro, una fessura,
un covo nella corteccia di un rovere
la tua assenza che si fa presenza.

E come notte avvolge il planisfero,
i monti cupi e i fiumi di cobalto,
le pinete che sono la mia vita.

Guardo lontano con la mia lucerna:
in ogni momento spero di scorgere
il balenare della tua bellezza.


Ignat Ignatov, "Lanterna"


2008