sabato 24 luglio 2010

In quel piano-bar di Viale Venezia

In quel piano-bar di Viale Venezia
dai lampadari bassi e colorati
tu forse mi dicesti "amore mio".
L'attimo si confuse nei ricordi,
migrò nei testi di brutte canzoni
che il pianista straziava con la voce.
Quando ti alzasti, un capogiro scosse
le mie certezze e i tuoi orecchini nuovi,
non ricordavo più le tue parole.
Fuori la luna ingigantiva il sogno
e tutto diventava già memoria.


Delilah Smith, "Piano bar"

2009

4 commenti:

Buba ha detto...

anche a me capita di trasferire le mie emozioni dal cuore alla musica... la mente vaga poi senza limiti : se qualcuno mi chiedesse in quel momento :"a cosa stai pensando ?" risponderei : "non lo so"....

DR ha detto...

È la poesia che ho usato come canovaccio per il racconto "Piano-bar" su "Nuvole gialle"

Asia ha detto...

"Sopra la marea dell'oblio c'è un molo
e alcuni pochi incancellabili vi sono alzati -
Anzi - vi si alzano - la fama non ha braccia -
e un sorriso solo - che ogni consolazione immiserisce" (ED) Conquista una posizione in questo cuore. Bellissima. asia

Vania e Paolo ha detto...

...davvero...una bella descrizione per un bel ricordo.
ciao Vania