domenica 24 gennaio 2010

La mano che si perde tra i capelli

La mano che si perde tra i capelli,
le dita chiglie di navi tra i flutti
d’oro odorosi di shampoo e di balsamo,
la tua bellezza è quello sguardo dolce,
breve sussulto della timidezza.
Ed ora le tue mani mi rivelano
l’orecchio, la peluria della nuca,
ed il bagliore del pendente – giuro –
mi acceca meno della tua bellezza.

 

Olga Gouskova, “Message of flowers”

 

2001

sabato 23 gennaio 2010

Il sole e il fiume

Il sole è un disco di specchio rotante,
dal cielo migra a frantumi nel fiume
galleggiandovi come macchia d’olio.
La brezza che soffia leggera sperde
il gregge dei suoi riflessi dorati.
Chissà se lascerà lanosi bioccoli
come quelli che poco fa ho veduto
sospesi al filo spinato nel bosco.


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Fotografia © Daniele Riva


2001

venerdì 22 gennaio 2010

Il Carnevale stupido del cuore

Il Carnevale stupido del cuore
ti fa pentire poi delle tue scelte,
la mascherata che vestiva gaia
la tua malinconia è caduta subito
non come velo, piuttosto con schianto,
alla prima giornata di pioviggine,
lasciandoti perduto lungo il viale
come una foglia staccata dal ramo.

 

Fotografia © Serge Van Khache

 

2001

giovedì 21 gennaio 2010

Racconta…

Racconta i fatti dall'inizio e poi,
ti supplico, tralascia quegli smacchi,
i giorni tristi incasellati in grigie
litanie, tutti i vuoti simulacri
d'amore ricavati da pastoie
di sogni, da vasche di desideri.

Raccontami di lei ancora una volta,
ricordo - amico che non mi abbandoni.
Rinnova i suoi baci rossi e leggeri,
ridisegna le sue dita nervose,
nascondimi il fatto che l'ho perduta.

 

Gustav Klimt, “L’attesa”

 

2010

mercoledì 20 gennaio 2010

La speranza

E dunque lascia pure che io sogni.

La speranza è un letto pieno di petali
di rosa e mi ci avvolgo e li respiro
- è una porta che trovo  sempre aperta
e io senza neanche bussare entro.

Dall’altra parte della notte però,
dall’altra parte tu mi aspetterai?


Fotografia © Sven Fennema

2007

martedì 19 gennaio 2010

Stanco d’inverno

Stringo gennaio tra le dita stanche
d'inverno e quello che rimane è un gusto
amaro e dolce di scorze d'arance.

Se nel cielo la neve si disegna
in bianche nuvole e i fischi dei treni
ingannano i giochi delle distanze,
la mia apatia allora non è che attesa.

Raggi di sole illuminano gemme...


Jennifer Vranes, “Aspens in winter”

2010

lunedì 18 gennaio 2010

Il cigno

Nel tremore del fiume va la luce
inscrivendo nei cerchi allargati
dai sassi il brullo inverno delle rive.

La bellezza è nella gola del cigno
che si abbevera d'acqua e di riflessi
nel cono luminoso della darsena.

La pace del mattino è una scintilla
di sole che goccia dalle sue piume.


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Fotografia © Daniele Riva


2010