giovedì 29 gennaio 2026

Musa d’inverno

Musa di fianchi pieni e passo lento,
non scendi più dai marmi del passato
ma appari d’improvviso per la strada,
nel guscio della giacca a vento viola.

E questa è la lettera che mi scrivi,
che mandi come un dardo nel mattino
- dardo d'amore, dardo d'Eros - mentre
passi con il cappellino di lana.



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mercoledì 28 gennaio 2026

Pescare la luna

Sono uscito nel freddo a pescare
la luna, come Li Po, ma non ero
ubriaco come lui: ebbro di te
semmai. Chi ha percorso le strade aspre
del disamore, riesce a riconoscere
se gli mente la luce delle stelle.
Alla fine, la perla luminosa
l'ho lasciata dov'era, come un fiore
che non ho colto al margine di un campo.



ILLUSTRAZIONE DI CHRISTIAN SCHLOE

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martedì 27 gennaio 2026

Note di acqua dolce

Il sole cade oltre la vela grigia
del monte, la sua perla si inabissa.
Il vento porta note di acqua dolce
- la breva fredda taglia i visi, sfoglia
giacche e cappotti, scuote i berretti.
E canta la sua ninna nanna al lago
con un ritmico volgere di onde.
Quando scenderà la notte ad accendere
le luci sulle barche narrerà
le sue storie di pescatori e streghe.



FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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lunedì 26 gennaio 2026

La ballerina bianca

La ballerina bianca in equilibrio
su un esile rametto di corbezzolo
acrobata su un filo nel mattino,
volteggia come una foglia d’autunno,
si lascia andare nella tramontana,
galleggia in aria come un colibrì.
Ha l’anima leggera e pura come
questa giornata di sole e di vetro.



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domenica 25 gennaio 2026

Mattino di gennaio

Adesso la brina inargenta i campi
e i rami nudi dell’inverno gridano
al cielo tutta la voglia di primavera.
Intanto dalla finestra entra una luce
bianca, sembra quasi neve - è soltanto
il mattino che langue e incerto passa,
un po’ di nostalgia come un velo
di ghiaccio sul vetro di un tavolino.



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sabato 24 gennaio 2026

Poi mi parli della tua città

Poi mi parli della tua città, come
il vento piove dalle stelle, pare
quasi neve quando il ghiaccio ritaglia
i palazzi - il mare invece non c’è
e non ci sono neanche io. Così
la vela della luna ora si inscrive
nelle tue malinconie e la aggiorni
alla tua vita e lasci che diventi
un po’ anche mia, mi parli delle tue
giornate e sei già parte delle mie.



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venerdì 23 gennaio 2026

Il luogo

Parlavo con te e immaginavo il luogo
- il telefono era solo una voce
e rumore di traffico, i bisbigli
inintelligibili in sottofondo.

Era un luogo dell’anima, una terra
metafisica in cui sognare e credere.
Sono poi andato in quella tua città,
fatta di mura, di torri e palazzi.

Ti ho cercata proprio dove chiamavi,
tra il duomo e vie di negozi: non c’eri.



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