sabato 1 settembre 2012

Il matto

Chissà dov'è finito il matto che
cantava a squarciagola per la strada...
Lacerava i pomeriggi d'estate
la lama arrugginita della voce,
la sentivi giungere da lontano,
salire di tono ed infine spegnersi
sulla provinciale, dove qualcuno
osava dargli un passaggio per Bergamo.
Ora c'è solo silenzio - sguaiato
silenzio in cui il vento con leggerezza
da assassino tortura le foglie.

 

THÉODORE GÉRICAULT, “L’ALIÉNÉ”

 

2012

4 commenti:

ellie ha detto...

"lacerava i pomeriggi d'estate
la lama arrugginita della voce"
questi due versi in particolare mi hanno davvero colpita.
sei bravo, c'è poco da dire!

Vania ha detto...

...fa "freddo" come un vento d'autunno questa poesia.

ciaoo Vania :)

cecilia fubiani ha detto...

Riesci a far entrare chi legge nell'inquadratura dell'immagine che proponi e questo è un pregio. Mi è piaciuto in particolar modo il finale ossia le ultime 3 strofe con l'ossimoro "sguaiato silenzio". :-)

DR ha detto...

ringrazio per i complimenti e i commenti - a loro modo anche costruttivi. Voglio aggiungere che con una così grande mole di poesie, è chiaro che alcune si elevino sullo standard medio e altre ne siano invece al di sotto. I commenti mi aiutano a scegliere...