mercoledì 17 marzo 2010

Ricordo di luna

La vedo e non la vedo questa sera
la luna: mi nasconde la bellezza
dietro un velario di nuvole gialle.
E scompone la poesia in tante parti,
ridisegna l'universo e il suo ordine,
invoca la magia sulla città.
Richiama dal passato il ricordo
di un vetro smerigliato di caffè,
l'aroma dell'espresso dalla macchina.
E tu seduta al mio fianco, nel buio.

Richard A. Waters, “Moon, clouds &; water”

2010

4 commenti:

Buba ha detto...

un gioco di luci che rapisce e fa riaffiorare i ricordi di momenti vissuti in contesti diversi

DR ha detto...

è per questo che ho scelto un acquerello come immagine... rende bene l'idea dell'analogia nuvole/vetrina smerigliata

nidia ha detto...

Devi confidarmi un segreto, Daniele; ma come fai ad avere una poesia nuova ogni giorno e tutte cosi' belle, cosi' palpabili, cosi' intense e delicate e colorate!!?!!! Componi di notte oppure l'ispirazione ti prende cosi', tra un gesto e un altro?
Complimenti :-)

DR ha detto...

io non tengo un diario: io ogni giorno scrivo una poesia... dal 1980, per la precisione - quindi: 1) ho un archivio piuttosto consistente 2) si arricchisce ogni giorno 3) quando sono in viaggio, naturalmente scrivo più di una poesia al giorno...

L'ispirazione mi viene così, generalmente al mattino (forse maturo i versi nel corso della notte, infatti frequenti sono i sogni divenuti poesie), ma di solito basta un'intuizione, un pensiero un po' più elevato per partire e buttare giù terzine e quartine: gran parte del fare versi è artigianato, lo dice il nome stesso Poesia dal greco Poiesis, verbo poiein, ovvero "fare"