venerdì 22 gennaio 2010

Il Carnevale stupido del cuore

Il Carnevale stupido del cuore
ti fa pentire poi delle tue scelte,
la mascherata che vestiva gaia
la tua malinconia è caduta subito
non come velo, piuttosto con schianto,
alla prima giornata di pioviggine,
lasciandoti perduto lungo il viale
come una foglia staccata dal ramo.

 

Fotografia © Serge Van Khache

 

2001

4 commenti:

Buba ha detto...

non si può ingannare noi stessi saltando su e giù dal carrozzone della vita come si vuole, fingendo di essere felici, o di provare sentimenti che invece non esistono..... ci si inganna inutilmente, poi la malinconia ci svuota e ci rende inermi dinnanzi alla cruda verità

DR ha detto...

Eh sì, è proprio così. Forse per questo non amo il Carnevale...

Luciana Bianchi Cavalleri ha detto...

Mi è ritornato in mente istantaneo come come un flash il canto triste ed universale di Verlaine,

"Il pleure dans mon coeur
Comme il pleut sur la ville;
Quelle est cette langueur
Qui pénètre mon coeur?"(...)

Sì, talvolta per chi possiede sensibilità la tristezza aggredisce e penetra fin nelle ossa. Ma poi, osservare un raggio di sole o un petalo nuovo è sufficente a riportare in cuore il desiderio intenso di luce nuova...

DR ha detto...

È l'altro aspetto della Speranza, trattata due giorni fa: quando "si piange nel cuore" e magari senza motivo... uno stato d'animo che può essere sintomo del tempo atmosferico. E le maschere coprono spesso volti insospettabili.