domenica 28 febbraio 2016

Il poeta II

“La mia parola sia
  la cosa stessa,
  creata dalla mia anima di nuovo”.

  JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Pietra e cielo

Scrivo da questa parte di universo
tra rose sopravvissute all’inverno
e al vento che ha lasciato il cielo terso
come un azzurro scampolo di eterno.

Scrivo e metto emozione in ogni verso
- la poesia altro non è che un perno
sul quale gira tutto, è un diverso
modo di leggermi anche nell’interno.

Sono il profeta dell’anima mia,
l’augure che interpreta la parola
invece del volo degli uccelli,

il sognatore che entra nei castelli
in aria e coglie la luce che vola
nell’attimo esatto in cui fugge via.

 

Olbinski

DIPINTO DI RAFAL OLBINSKI

 

2016

2 commenti:

Francesco ha detto...

è straordinario questo diario poetico, esprime quotidianamente, un sentire poetico coinvolgente che seduce con semplicità e originalità. Questo è raccontare le proprie emozioni ed essere poeta, non soltanto quando c'è l'ispirazione, ma sempre come vita. Come in questa poesia, in cui si avverte il travaglio dell'uomo-poeta che esterna la sua parola.
Nella chiusa, ottimamente riuscita, si percepisce il respiro della felicità celata nel verso "la luce che vola" e "fugge via".
Sono incantato di fronte al tuo estro. Complimenti
Un caro saluto
Francesco

DR ha detto...

Ti ringrazio, Francesco: la poesia è il modo che ho scelto ormai da oltre trent'anni per analizzare gli eventi e per analizzarmi. Chiaramente non sempre l'ispirazione viene spontanea, ma mi basta aprire un libro di poesia per trovare un verso che fa da scintilla per propagare il fuoco, come questi tre di Juan Ramon Jiménez posti in epigrafe (in effetti quando c'è un'epigrafe, significa che proprio quel verso mi ha ispirato, diciamo 9 volte su 10).

Ciao

Daniele