sabato 31 ottobre 2015

Sete

Avevo sete e neanche lo sapevo:
vagavo come sperso nel deserto,
- vi ero precipitato o vi ero stato
trasportato? Camminavo, annaspavo...

Fu quando apparve lei che me ne resi
conto: la vidi avanzare leggera,
scuotere i capelli come in un film.
Seppi che era l’acqua per la mia sete.

 

Sete

FOTOGRAFIA © THE ONE FOR HIM

 

2015

4 commenti:

Francesco Casuscelli ha detto...

questa poesia mi colpisce piacevolmente, la trovo emozionante per le immagini che suscita
Buona giornata

annamaria ha detto...

una sete aspra e intesa, da tagliare con la lama di un coltello,
lacerante come il dolore dell'uomo...(poesieinsmalto)

Elisa ha detto...

"Deserto": simbolo-realtà' di "uscire-entrare",dunque, valore esistenziale... Molto bella l'immagine successiva

DR ha detto...

Grazie... Una poesia dedicata alla salvezza attraverso l'altro