venerdì 1 febbraio 2013

IV. Sei tu a parlare, la voce suona

Sei tu a parlare, la voce suona,
riempie i giorni del non accaduto,
plasma un futuro che ora è già passato,
che si è perso nei meandri del possibile.
Sono i sogni che ho fatto ad occhi aperti,
le volte che seduto immaginavo
di essere con te, di averti vicina.
Stai dicendo le cose che ho sognato
ovvero, è come se parlassi io.
Mi siedo sulla sabbia umida, piango.
Sei perduta, sei soltanto illusione...

 

wanderer

CASPAR DAVID FRIEDRICH, “VIANDANTE SUL MARE DI NEBBIA”

 

2013

8 commenti:

AnnaMaria Ponziani ha detto...

...molte volte le "illusioni" ci aiutano ad affrontare l'attimo presente...

Vania ha detto...

....devo dire che mi piace molto MOLTO la foto...meno la poesia;)

...solo la vena amara.

ciaooo Vania:)

Non si dice piacere - La moda passa, lo stile resta ha detto...

il quadro di Friedrich è perfetto per questa poesia!

http://nonsidicepiacere.blogspot.it/

DR ha detto...

la solitudine amara, il momento in cui la si constata...

Nelson Souzza ha detto...

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Asia ha detto...

Quante emozioni ci regali. Grazie.

DR ha detto...

Grazie a te, Asia, che segui fedelmente questo mio "diario"