sabato 14 aprile 2012

Il paguro

“Credo anch'io che la nostra vita e le nostre percezioni si
sviluppino a partire da un groviglio di ricordi sommersi.
Forse quello che chiamiamo anima non è se non l'insieme
di questi oscuri detriti di ricordi”.
HERMANN HESSE, Pellegrinaggio d’autunno


Ora il ricordo è una nave in bottiglia,
si impolvera sull’alto scaffale
tra le conchiglie e i vasetti di sabbia.
Ed io rimango all’erta sulla coffa
guardo se viene l’alba o la burrasca
- sono uno di quei galli banderuola
di rame che rilucono sui tetti.

Vivo del mio nulla, dei miei tesori
gelosamente nascosti, racchiuso
come un paguro dentro antichi amori
dei quali restano i gusci vuoti.

E come s’ingarbugliano i pensieri,
nel labirinto il filo è inestricabile.
Mi perdo nelle immagini di ieri:
in quelle inesorabili paludi
mi aggrappo con forza a piccole tracce.

 

ELABORAZIONE GRAFICA © DANIELE RIVA

 

2005

2 commenti:

Vania ha detto...

...l'immagine in sintonia...e mi piace.

...poesia ..un lungo discorso...."pellegrinaggio di vocaboli"

ciaoo Vania

DR ha detto...

"pellegrinaggio di vocaboli" è bellissimo