giovedì 23 febbraio 2012

Gente straniera

Le ragazze che andavano a passeggio
si portavano i nostri sogni tristi
come cani al guinzaglio – scorrazzavano
lungo  il fiume all’ombra di cattedrali,
annusavano la vita per esserne
parte in quella città così straniera.

Ma quando la sera ci trovavamo
dentro i caffè eravamo come loro
e quando parlavamo si accendevano
luci che ammiccavano all’amore.
Non ci sentivamo più soli allora,
non eravamo più gente straniera.

E baciavamo una ragazza bionda
per sentirle l’anima sulle labbra.

 

ELABORAZIONE GRAFICA © DANIELE RIVA

 

2006

2 commenti:

Vania ha detto...

...la poesia devo dire che non mi piace molto...anche se è scritta molto bene e rende perfettamente.

.. la foto...si..ma qui no:(...sorry .:))
ciaoo Vania

DR ha detto...

È una poesia che esula dai miei soliti temi: non ricordo bene cosa mi ha spinto a scriverla sei anni fa, probabilmente un articolo sulla vita dei minatori italiani a Marcinelle, in Belgio (nel 2006 cadeva il cinquantenario dell'incidente in cui persero la vita 262 minatori).
Anche per questo, può risultare "stonata"...

:-)