sabato 19 febbraio 2011

Lettere che non spedisco

Io scrivo lettere che non spedisco:
le giro e le rigiro tra le mani
e poi le strappo e le regalo al vento
perché ne faccia neve o bianchi petali.

Le guardo volteggiare nel febbraio
o nell'aprile, galleggiare lente
sull'afa di agosto - ed è il mio cuore
che ho strappato brano a brano, è il mio amore.

 

Fotografia © Torim Grajeda

 

2011

4 commenti:

Vania ha detto...

...molto molto bella.

...comunque diventano di "qualcuno" ....o "qualcosa".

Ciao Vania

DR ha detto...

in effetti, alla fine, quelle lettere strappate sono le mie poesie...

Anonimo ha detto...

"ed è il mio cuore
che ho strappato brano a brano,
è il mio amore"

Bellissimo!

shadow ha detto...

perchè non sono le parole che vengono a mancare, piuttosto il senso di pronunciarle