domenica 2 maggio 2010

L’equivoco

Forse l'equivoco si rovesciò
e versò sabbia dentro la clessidra.
Forse soltanto non riuscii a capire
che avrei dovuto abbracciarti forte
quella sera sull'orlo dell'abisso.
Tempo oramai è passato, tempo è trascorso
e i miei gesti rimasti nelle mani
si sono trasformati in spine acute
che qualche volta straziano le vele.


Illustrazione di Don Blanding

2010

5 commenti:

Vania e Paolo ha detto...

..introspettiva...alle volte solo il tempo può far comprendere.
...secondo me...è una poesia senza "tempo".
ciao Vania

Asia ha detto...

Le estati delle Esperite sono lunghe, e tu avrai ancora del tempo per rimediare affinché le spine nelle tue mani diventino boccioli di rose. Sì - è molto introspettiva. Ricorda che quando vogliamo fare del bene il male è presente in noi, l’apostolo Paolo, Emily, e altri prima di te. Ciao Renoir. Dimenticavo: dubito molto dei tuoi "gesti" rimasti nelle mani. Tu - sei anima generosissima.
asia

Asia ha detto...

Esperidi - scusa il refuso

DR ha detto...

il tempo è rimasto sospeso, bloccato in quel momento... e, mi dispiace, Asia, ma certi gesti non fatti sono il mio più grande rimpianto...

Asia ha detto...

Mi dispiace.