giovedì 4 marzo 2010

Tempo appeso

Un merlo infila un volo nella cruna
del mattino e ne fa sorgere il sole.
I riflessi risplendono sul fiume
come scaglie dorate sulla mica.

Quanta pace, quanta tranquillità
in questo luogo, in questo tempo appeso
tra inverno e primavera ad asciugare:
il cielo sventola alla brezza lieve.

 

 Rifless1

Fotografia © DR

 

 

2010

9 commenti:

Buba ha detto...

non riesco a descriverti a parole ciò che mi hanno regalato i tuoi primi due versi.....

stella ha detto...

E' il periodo che preferisco quello a cavallo tra l'inveno e la primavera.
E tu l'hai descritto alla grande!

DR ha detto...

è un momento sospeso, né troppo freddo né troppo caldo, non più inverno e non ancora primavera, l'epoca delle speranze

nidia ha detto...

Lo stupore di ogni anno ritorna di fronte ai primi cenni del risveglio pre-primaverile.
Delicatissima la poesia, con dei passaggi straordinariamente belli.
Ma come fai ad avere una poesia nuova ogni giorno?

DR ha detto...

Ne scrivo una ogni giorno... poi, essendo aperto da soli due anni il blog, ho molti arretrati - infatti, da un po' di tempo ho cominciato a mettere l'anno alla fine del post

Luciana Bianchi Cavalleri ha detto...

Particolarmente riuscito e davvero di grande effetto, l'immaginifico l'esordio di questa poesia!

luciana - comoinpoesia

DR ha detto...

lo so, hanno sorpreso anche me...

Luciana Bianchi Cavalleri ha detto...

aaahhh....Dsniele... anche tu allora vivi questa strana sensazione, che in alcuni momenti fa sentire ebbrezza, come se le parole sorgessero autonomamente, fossero suggerite alla mente e le ristrovassimo in noi, senza alcuna nostra ricerca: un po' come se giungessero da sè... (io la provo spesso, questa sensazione di meraviglia un po' attonita che dona una gioia e completezza e che meglio di così non so mai come spiegare...ma sempre mi dona meraviglia...)

DR ha detto...

sì, una meraviglia inattesa... in questo caso stavo camminando per strada e ho visto un merlo passarmi davanti in volo e entrare in un campo recintato attraverso un'apertura. L'analogia mi si è presentata così alla mente, ho preso immediatamente la penna e ho scritto su un foglietto che avevo in tasca i primi due versi già completi, poi qualche spunto visivo, il resto l'ho aggiunto a casa, con calma...