martedì 30 marzo 2010

Neon

A trangugiare calici amari
non si fa l'abitudine - i coltelli
volano nell'aria, i telegiornali
si accendono in un buio di notizie.

La donna in bianco scivola leggera
nella tana al neon della linea 3
- io credevo, io speravo fossi tu -
cammina via come una ballerina.

Quando riemergo al cielo di città
è come fossi stato partorito:
con occhi nuovi guardo Via Velasca.

 

Fotografia © DR

 

 

2010

2 commenti:

Buba ha detto...

alla fine, il metrò è un antidepressivo.... fisicamente ti porta giù - in tema con il tuo stato d'animo - poi riemergi a luce, aria, vita, ti illudi e tutto ti SEMBRA più bello..... io la rossa, tu la gialla, ma il senso non cambia..... sia due talpe imprigionate nei cunicoli! :D

DR ha detto...

la gialla è forse ancora più straniante perché più moderna e quindi più illuminata, ma di quella luce artificiale assolutamente irreale... poi il cielo e i palazzi di Missori ti riconciliano con il reale