giovedì 28 gennaio 2010

Volavano i gabbiani

Volavano i gabbiani alti sul mare
dove il pontile ospitava i miei sogni,
vedovi ormai di te, e ti ritrovavo
tra le nuvole e le onde.

______________________ In ogni cosa
parlava il tuo ricordo, orchestra muta
resa schiamazzo, tumultuoso grido
alle mie orecchie, indimenticato
lacerante stridio.

________________ “Tu che facevi?”
urlai nella mia mente. E dov’eri?
Con chi tradivi, ladra dei miei sogni?

Io però ostinato ancora ti amavo
ottemperavo residue speranze,
io sì ti amavo, deluso ti amavo.
E volavano striduli i gabbiani.


Fotografia © A Virginia Share

1997

3 commenti:

Buba ha detto...

l'urlo del dolore è veramente stridulo come il canto del gabbiano, un accostamento perfetto.... mi è piaciuta molto questa poesia, soprattutto la struttura "vivace" che mi sembra diversa dalle tue solite.....

DR ha detto...

infatti è del 1997: lo stile muta con il tempo. Il dolore invece rimane inalterato...

Buba ha detto...

come darti torto ?! purtroppo è così.... ma è dal dolore che poi sgorga la poesia, come da una piccola fonte....