lunedì 11 gennaio 2010

Vecchi treni

Assaggia la vita: questa mattina
sa di  nebbia e di vecchi treni presi
in un'aurora livida e fumosa.

E, come Proust, puoi riscoprire il gusto
perduto, quell'amore sotto pelle
che non sapevi neanche cosa fosse,
le ragazze sedute sui ginocchi
nello scompartimento affollato.

Lentamente la nebbia svanirà
e ti rivelerà questo presente.
Le ragazze saranno ancora là,
su quel treno che viaggia verso l'alba.

 

 

Fotografia © E428 FS

 

2008

3 commenti:

Buba ha detto...

questa poesia la sento molto "mia".... è la poesia del pendolare, che sta via di casa ore ed ore e deve cercare nel quotidiano (a partire dal viaggio che può anche essere un momento di introspezione con se setssi) tutte le sfumature possibili per rendere la giornata degna di essere vissuta......

zoé ha detto...

Che bella .. "Assaggia la Vita" è una metafora stupenda.
E sono d'accordo con Buba: tutto è così familiare a me in queste parole .. Grazie!

DR ha detto...

È il recupero delle memorie di un adolescente: quello è il periodo rimpianto nella poesia, la scoperta della vita e dell'amore, il treno che portava a scuola e poi riportava a casa con più spensieratezza. Un limbo della memoria dove si sta bene...