mercoledì 31 dicembre 2008

Il pettirosso

31 dicembre

L’ultimo giorno dell’anno c’è ghiaccio,
il tempo sembra volersi fermare
incrostandosi a quelle pietre fredde.

Il pettirosso saltella tra l’erba
con il suo giustacuore colorato.
Resta nell’aria quel suo lieve volo
come un augurio pieno di speranza
per l’anno nuovo che sta per venire.


martedì 30 dicembre 2008

Paesaggio invernale

Il merlo posa nero sulla mura
e dice che lungo ancora è l’inverno,
cerca con gli occhi prima che col becco
tra le foglie cadute qualche bacca.
I frutti arancio della passiflora
ricoperti di brina come glassa
soffrono un clima che non riconoscono,
attendono che sbocci primavera.
Nella pineta si alza la foschia
e il sole lentamente sale in cielo
per compiere il suo arco così breve.
Osservo nella stanza riscaldata
e sogno già le primule nel prato.


lunedì 29 dicembre 2008

Ricordare

“Come una rosa in un deserto.”
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ
Perdersi in meandri di felicità
passate, scendere nelle caverne
dei giorni perduti per risalire
alla luce con nuove verità.

E non è forse questo, ricordare?
Vagare con fiammelle di ragione
in oscuri recessi per capire,
portare al presente nuove speranze.



Fotografia: Olivier Le Queinec

domenica 28 dicembre 2008

Fine d'anno

“I giorni, i mesi, gli anni,
dove mai sono andati?”

DIEGO VALERI
Tristezza, tu dici, e felicità.
E la sera languidamente muore
come anche l’anno, il secolo, il millennio.
Questo finire ti pone davanti
bilanci che non vuoi neanche pensare,
ti costringe a guardare le tua vita
come se fosse quella di qualche altro,
quasi che nemmeno ti appartenesse.

29 dicembre 2000



















Anonimo di scuola francese "Ruota delle stagioni e dei mesi"

sabato 27 dicembre 2008

Amore domestico

Questo amore domestico è un colombo
che corre zampettando sul solaio:
lo senti nel mattino farsi luce,
avanzare nell'alba tra le ombre.

È la felicità del nulla, l'isola
che basta a sé ed esclude tutto il resto.
Vi svetti come palma, ne risplendi
ed io ai tuoi raggi riscaldo il mio cuore.















Fotografia: Walter Sittig

venerdì 26 dicembre 2008

Come a ogni Santo Stefano

Il cielo è striato. Dicono la neve
vicina ma non la sento nell'aria.

Come a ogni Santo Stefano rimane
quel senso di appagamento, quel fondo
di delusione per la grande festa
che se ne è andata e tornerà tra un anno

Il cielo è strano. Magari la neve
è davvero lì dentro, in divenire.


giovedì 25 dicembre 2008

Buon Natale

Buon Natale al mattino che sonnecchia
e Buon Natale ai merli nel giardino.
Buon Natale alla nebbia che si leva
e Buon Natale al sole ovunque sia.
Buon Natale al silenzio della strada
e Buon Natale al pozzo ed al suo secchio.
Buon Natale agli alberi illuminati
e Buon Natale ai paesi addormentati.
Buon Natale a tutti e a tutto il mondo
e Buon Natale a te che sei lontana.


























Fotografia: Jupiter Images

mercoledì 24 dicembre 2008

Regalo di Natale

Infiocchetto per bene tutti i pacchi,
la brina bianca della nostalgia,
la solita collana di ricordi
che ti mando con la slitta veloce
e traboccante di Babbo Natale.

Ti dono i miei sogni e le mie speranze:
che nevichi, che un giorno ci si incontri,
che torni presto a rivedere il mare...

Spedisco l'allegria di questi giorni,
le campanelle, le candele rosse,
i centrotavola di pigne e d'oro.

E tutto l'amore che mi è rimasto:
se anche lo dividi, non diminuisce.














Fotografia: Rosseforp

martedì 23 dicembre 2008

Notte

Scende imponente e nera un’altra notte,
crollano le impressioni come tracce
di uccelli nella neve che si scioglie,
e i sogni si rivestono di luce.

E tu torni a parlare dentro me,
forse mi circoli nel sangue, forse
sei plasma sei respiro sei pensiero.
Vieni a soffiare dentro me la vita.




















Joan Miró, "Dona davant la lluna II"

lunedì 22 dicembre 2008

Verso Natale

Si accendono gli alberi di Natale
nella sera che porta le campane
di una chiesa lontana nell’aria
odorosa di neve e di gelate.

Negli occhi ho le corsie di ipermercati
ricolme di giocattoli e dolciumi,
cataste di bottiglie e panettoni,
montagne di pelouches e videogiochi.

Ma adesso nel freddo mi godo il cielo
del tramonto, l’arancio che svanisce,
il buio che cala presto, le stelle
che brillano sul capo dei pastori.



















Fotografia: Robert Hallmann

domenica 21 dicembre 2008

Domenica di dicembre

Risplendono finestre nel mattino
- sono scintille vive che rischiarano
i pensieri nel giorno della festa.

Campane chiamano a Messe d'Avvento
con la grazia di aironi contro il cielo.

L'albero appena addobbato sfavilla
nel salone suonando Stille Nacht.
Sul mobile il presepe annuncia al mondo
che il Redentore nasce per salvarci.
















Bill Breedon, "Season of peace"

sabato 20 dicembre 2008

"Please come home for Christmas"

C’è stato un tempo in cui ero lontano
- non ti sembra di udire l’Ecclesiaste? -
e alberi di Natale e luminarie
erano delle ferite profonde.

Li guardavo tra quei monti innevati,
tra le vetrine adornate di pino,
tra i festoni bordati d’agrifoglio
e mi perdevo nella nostalgia,
ero un naufrago in balia delle onde.

Ma anche allora sono ritornato,
come per un miracolo, e la notte
di Natale ero qui, con la speranza
dentro il cuore e la gioia dell’attesa.


venerdì 19 dicembre 2008

Notte di dicembre per te

Ti reco in dono questa notte fredda
e un velo di catrame sulla luna,
per te ho del cartoncino nero – le nuvole –
stracciato malamente e gli orli bianchi
a rivelare che è stato dipinto.
Per te le candeline dell’avvento
perché tu viva delle notti magiche
soffiando via il gelo della mia assenza.
Per te un biglietto d’auguri sonoro,
io mi accontento di nuovo del sogno.




















Linda Benton, "Christmas tree"

giovedì 18 dicembre 2008

L'inseguimento

Ti ho rincorsa come s’insegue un sogno,
pedinando i tuoi calzoni d’amazzone
lungo le vie del mattino, perdendoti
e ritrovandoti dietro una curva
fino a che d’improvviso sei sparita
e non rimane altro che la tua immagine
riflessa in uno specchio di vetrina.
Ma è un miraggio: soltanto il tuo ricordo.




















LS Lowry, "The organ grinder"

mercoledì 17 dicembre 2008

Quattordici anni

a Laura R., tanti anni dopo...
Sedevi sulla panchina di legno
e lì stringevi i tuoi quattordici anni
come un morbido orsetto di pelouche.

Io sedevo su quello stesso treno
e sorridevo ai miei quattordici anni
con gli occhi vispi della timidezza.

Dio sa quanto avrei voluto parlarti
ma le parole erano come fossili
incastonati nella mia memoria.

Mi limitavo ad osservarti appena,
seguivo i tuoi occhi mobili persi
nella campagna, oltre il finestrino.




















Elvira Amrhein, "In Wahrheit ist es Liebe"

martedì 16 dicembre 2008

Sera d'inverno

Un cielo di benzina ad Occidente
e la camelia bianca dell’inverno
fiorita come un fiocco di Natale.

Il tramonto si spegne lentamente
mentre un soffio di luce dall’interno
dilacera l’ombra come un pugnale.


lunedì 15 dicembre 2008

Il giardino di Atlante

Nel cielo adamantino della sera,
quando da poco ha inizio l'imbrunire,
un luminoso giardino si accende
barbagliando riflessi sotto il sole
che lentamente altrove si inabissa:
sono i suoi frutti d'oro che scintillano,
meravigliosi specchi nel tramonto,
scaglie di luce salutano il giorno.















Immagine: Hiren

domenica 14 dicembre 2008

Foglie in uno stagno

Sospesa la ragnatela dell'ombra
ed i penduli fili del passato
- tu chiamali ricordi o la distanza
che la memoria punteggia nel tempo.

Io quei giorni uno ad uno li conosco:
potrei narrarli per filo e per segno,
tracciarne la mappa solo sapessi
che così mi conducessero a te.

Ma tu non sei più tu né io del resto
e ombre noi stessi dentro quell'ombra
fluttuiamo come foglie in uno stagno.




















Fotografia: Mark Johnson

sabato 13 dicembre 2008

Cuore di poeta

Ciò che so di te è solo infinitesima
parte - la piccola stella splendente
nell'universo del cielo notturno.

Ma così tanto brilla, così è vivida
da illuminare tutto quanto il mondo
racchiuso nel mio cuore di poeta.




















Paula Reed, "Piece of my heart"

venerdì 12 dicembre 2008

Sognando

La scena che riprende in controluce
si riavvolge nel sogno e riproduce
il mondo in dettagliate silhouettes.

Gli attori siamo noi, siamo caduti
nel gorgo solito della memoria,
annaspiamo per uscire al risveglio.

Sognando, scivoliamo nella vita.




















Georgia O'Keeffe, "Series 1, No. 1"

giovedì 11 dicembre 2008

La Grigna splende

La luce che discende dalle valli
tinge di neve i viali di dicembre.

La Grigna splende, coperta di bianco,
apparsa dietro l'ultimo semaforo.

La sentinella delle nostre vite
monta la guardia immobile laggiù.

Ma dietro le mie spalle sogno il mare,
il frangersi delle onde sugli scogli.


mercoledì 10 dicembre 2008

Il nostro vivere

Alla tua porta sostiamo ammassati
davanti a quelle tue diversità,
ai colori che cambiano improvvisi
come le calze in nylon di una donna,
agli abiti velati che già scivolano
con un fruscio d’ali. Siamo stupiti
davanti a tutte le tue meraviglie,
a quei misteri insondabili come
i cuori degli amanti e il loro nulla
che diventa infinito con un bacio.
Ci soffermiamo ammaliati davanti
alla bellezza, a visioni fantastiche
come sogni notturni, a quell’essenza
che svapora nel sole del mattino.
E tutto questo dunque è il nostro vivere.




















Jack Vettriano, "Narcisistic bathers"

martedì 9 dicembre 2008

Al sesto piano della Rinascente

Al sesto piano della Rinascente
alberi di Natale illuminati,
carillon che suonano Jingle Bells,
candele profumate, incensi d’oro,
tovaglie e tovaglioli rosso fuoco.

E poi, mentre cammini districandoti
nel grande labirinto del consumo,
appare la più grande meraviglia,
quella che non si vende e non si compra:
da una finestra anonima risplende
la bianca immensa facciata del Duomo.


lunedì 8 dicembre 2008

Mattina di dicembre

“Quello che si dice l’amore, quel ruvido
scoprirsi e cercarsi, quell’aspro sapore
uno dell‘altro, tu sai, l‘amore.”

ITALO CALVINO
Davanti ho il mio caffè nella tazzina
comprata al mercatino del boulevard.
E tu mattina di dicembre armeggi
con arance e spremiagrumi sperando
nevichi come nei film di Natale.

Il tuo sorriso è di bambina nata
per il gioco del sole e della luna,
bevi la tua spremuta senza zucchero
e lasci a me il ricordo e il desiderio.
Come dirti che fuori quest’inverno
sembra già primavera e il merlo grasso
posa sui rami blu dell’eucalipto?

Ti stupirai tornando questa sera:
avrò addobbato l’albero per te.














Fotografia: Richard Osbourne

domenica 7 dicembre 2008

Purissimo amore

Questo stato di vita che mi eleva,
questo sentire che mi assale in piena
notte e mi lascia sulla pelle brividi
non è che amore, purissimo amore.

E arde in me, non mi divora ma nutre:
alimenta l'anima come il sangue
dona alla carne tutti i suoi elementi.




















Jim Dine, "Rancho Woodcut Heart"

sabato 6 dicembre 2008

I miei passi

“Io sono tutto ciò che sono stato,
che sono, che sarò".
PLUTARCO
Camminavo sulla sabbia bagnata,
i miei passi erano quelli di un tempo,
non lasciavano le orme che l’ondata
riempiva e lestamente cancellava.

Le mie impronte erano fatte di sangue
e carne, un marchio impresso che bruciava,
che disegnava gli anni ormai trascorsi.

Erano tracce in pietra, nel granito
- cammini fossili di dinosauri -
e il tempo nel cerchio si congiungeva,
non era più un percorso rettilineo:
riportava i miei passi sui miei passi.




















Fotografia: David Hornback

venerdì 5 dicembre 2008

Mercurio

Vola con le tue ali sulle vene
nascoste dalle calze di cotone,
agguanta i cieli con forza d'uccello,
corvo d'inverno, rondine d'estate.

L'eterno è oltre le tue suole lise,
respira nel verde dei grandi boschi,
è una miccia innescata nelle nuvole.
L'azzurro sconfinato è la tua vita.










Eustache Le Suer, "Cupido ordina a Mercurio di annunciare la sua forza all'universo"

giovedì 4 dicembre 2008

Il merlo

Il merlo che cammina goffamente
e forse fu milioni di anni fa
dinosauro in boschi di cicadee
fruga la terra cosparsa di brina
e non sa che la vita da lontano
discende come rombante cascata.

Se protegge nel nido i nuovi nati,
se cerca il cibo tra le foglie secche,
se la femmina inghiotte sassolini
per irrobustire i gusci alle uova,
intuisce che il segreto è nel domani.










Fotografia: Malene Thyssen

mercoledì 3 dicembre 2008

Un riflesso passeggero

Cieli d'America nella memoria
e piccoli sognanti giorni stesi
come vestiti al caldo dell'estate,
perle infilate nella tua collana.

Ed io sono un riflesso passeggero,
come il sole al tramonto certe sere
d'inverno quando abbacina il vetro
di una casa persa sulle colline.

Questo per te sono diventato:
il misero istante di una stagione,
il tempo che ritorna a rosseggiare
come il viaggio compiuto in California.

martedì 2 dicembre 2008

Milano

Irrompendo dalle sue sette porte
il mattino riprende la città
e le ridona vita all’improvviso
come se ridestasse un mostro antico.

Nella stazione della linea verde
distrattamente lei sfoglia un giornale;
il suo cappotto è una coperta logora
abbandonata sulla sua stanchezza.
Oltre l’arco del tunnel si spalanca
l’oscuro vortice pieno di freddo
che assorbe umidità e pensieri tristi,
finché non sbucano gli occhi giallastri
del vagone di testa del metrò.

E si incolonnano come robot
i passeggeri, rientrano nell’alvo
del treno, luminoso e riscaldato,
spariscono di nuovo dentro il nulla.

Lei conta monetine nel piattino
e non si sa decidere a raggiungere
la macchinetta che versa cattivo
caffè in tremuli bicchieri di carta.


lunedì 1 dicembre 2008

Nel gelido mattino

Nel gelido mattino il tuo sorriso,
perduto come tanti altri oramai,
un’isola di caldo tra i ghiaccioli
di brina crepitanti sull’asfalto.

E ho camminato pensando all’amore,
a come sa scaldare anime e cuori,
ricordando il sorriso e il tuo saluto,
trattenendoli in me come il carbone
incandescente negli antichi scaldini.




















John Anster Fitzgerald, "Christmas"