domenica 30 novembre 2008

Una stella vivida

E come accogli tu la mia speranza,
come tu porgi il viso perché inondi
l'ultimo sole la malinconia...

Io solo questo ti posso donare,
il roseo camminare nella sera,
il passo che accompagni la tua vita.

E la felicità è una stella vivida.




















Anthony Hibbert, "Star-fishing"

sabato 29 novembre 2008

Io sono te quando io sono io

"Io sono te, quando io sono io":
rigiro questo verso di Celan
come una caramella sulla punta
della lingua, ne gusto il sottinteso.

E questa fedeltà che è una prigione
diventa reggia, dimora di re,
perché tu alberghi in me con il ricordo
di giorni ormai lontani, andati via
nel vento con i granelli di sabbia.

Quel vento che soffiando da Levante
riporta gli odori di allora, i fiori
che infiammavano i giardini di sera.
"Io sono te, quando io sono io".














M. C. Escher, "Bond of union"

venerdì 28 novembre 2008

L'oro del ricordo

Nella luce deserta degli specchi
danza la polvere in coni sottili
- piccole schegge di giorni perduti
conservano memorie sfilacciate,
tessere indecifrabili di puzzle.

C'è un frammento di te, un risveglio giallo
che infiamma il cuore nudo del mattino,
lascia il profumo verde dei capelli
alle lenzuola ancora aggrovigliate.

E niente più: tutto risuona falso
o fuori posto come nei solai,
nei vecchi ripostigli abbandonati.
Ciò che risplende è l'oro del ricordo.




















Gustav Klimt, "L'albero della vita"

giovedì 27 novembre 2008

Come il rivo

La vita scorre, flessibile giunco,
e segue il rivolo d'acqua gelata
lasciato dalla neve che si scioglie.

Tu porti le tue mani sopra un treno
ed impigli gli anelli dentro i guanti,
sorridi al mondo che ti vede stanca.

Ieri è un dolore chiuso nello scrigno,
hai posato la chiave e non ci pensi.
Milano è fredda e ti dispiacerà,
ma continui a scorrere, come il rivo.













Fritz Thaulow, "Thawing ice: the Lysaker river"

mercoledì 26 novembre 2008

Il dettaglio

Il dettaglio sfumato che si stacca
dall’uniformità e spicca splendendo
è un lampo labile nella memoria.

Eppure lo colgo sempre e l’inseguo
con la speranza che mi porti a te
per vie tortuose quanto misteriose.

Come quando bambino ad ogni stella
cadente io correvo a cercarla
nel prato e mi deludeva quel vuoto
al posto del suo cuore palpitante.


martedì 25 novembre 2008

Vicks Vaporub

Lo so, lo so: novembre è malinconico
e il raffreddore non mi dà più tregua:
la stanza ha l'odore blu del Vicks Vaporub
e foglie gialle dipinte sui vetri.

L'Autunno di Vivaldi dà sollievo
alle mie orecchie ma non apre il naso,
i suoi archi disegnano volute
che intrecciano i vapori di eucalipto.





lunedì 24 novembre 2008

Jet-lag

Come in terra straniera ci si perde
nel labirinto degli usi e costumi,
in te ho smarrito la via e la ragione:
ti credevo mattino e tu eri sera.

Mi attraevano le tue spiagge dorate,
le stelle del tuo cielo di velluto,
l'atmosfera che in te si respirava:
ne ero stordito come da una rosa.

Ora sono confuso come chi
ritorni da un viaggio in terre lontane,
vedo attraverso una lente il passato:
non so chi sei, non ricordo com'eri.




















Fotografia: Richard Osborne

domenica 23 novembre 2008

Poesia per Alessandra

“Non è che commedia la vita e gioco.
O lasci la saggezza e impari il gioco
o sopporti i dolori.”

PALLADA, Antologia Palatina, X-72

La donna triste che guarda dal ponte
sa che i pensieri sono fiori bianchi
che l’acqua un giorno ha strappato alla fonte
e che presto arriveranno ai paranchi.

Ma quando guarda il sole all’orizzonte
con la dolcezza dei grandi occhi stanchi
riconosce nei suoi passi le impronte
labili della memoria, gli ammanchi.

La nostalgia è una vertigine densa
che il gorgo degli anni trascina a fondo,
non è sughero ma duro pavé.

La donna bionda che osserva e pensa
un tempo voleva cambiare il mondo.
E non ha saputo cambiare me…




















Dante Gabriel Rossetti, "Aspecta Medusa"

sabato 22 novembre 2008

Nella pioggia di novembre

Cammino nella pioggia di novembre
con le mie mani di foglie e catrame
e con l'ombrello stringo il vento triste
che rovescia i riflessi dei lampioni.

Tu d'altro tempo, di un'altra stagione
sei, e difficile è ora ricordare
la tua immagine, credere possibile
incontrarsi tra la gente dei portici.

Sollevo il bavero e passo più curvo
tra le vetrine che già scintillano.




















Anonimo, "After the rain"

venerdì 21 novembre 2008

L'incendiaria

E te ne andasti come l'incendiaria,
non volgesti il bel viso a rimirare
la tua opera, le fiamme che nel cuore
mi divampavano e mi consumavano.

Io rimasi su quella vecchia strada,
immobile - sapevo già che avrei
coltivato i fiori del ricordo,
che avrei gustato il loro dolceamaro.




















Thomas Rodin, "Feuervogel II"

giovedì 20 novembre 2008

La luna sulla ferrovia

La luna splende sulla ferrovia
nel cielo freddo di metà novembre
tra nuvole sfrangiate agli orli, lise
come delle tovaglie troppo usate.

Per strada cullo la mia solitudine
come una figlia e lascio che il freddo
penetri nelle ossa, mi sembra quasi
di poter toccare la fredda luna.














Heather Jacks, "November moon"

mercoledì 19 novembre 2008

Luna in una notte blu

Guardo la luna stendersi nel blu
nella quiete di questa notte fredda,
l'aria dell'Adda la solleva in alto
come un lampione di carta cinese.

Non è astrazione stasera la vita,
non è un segreto serbato nel cuore
ma solo questa mia presenza qui
e adesso di fronte alle luci gialle.

I sogni e le illusioni dentro l'attimo
non contano: c'è solo questo incanto
sospeso nel buio sopra la valle.

















Edvard Munch, "Moon light, 1895"

martedì 18 novembre 2008

La luce dell'amore

Così ti ripresenti nella notte
dei pensieri - l'oblio - illuminandoli
di te, piccolo sole del ricordo.

Rivesti i sogni di quella tua forma,
li incarni sconfiggendo tempo e spazio,
debole eco dei giorni perduti.

Spalanchi le cortine alla memoria,
lasci entrare la luce dell'amore.


















René Magritte, "La condition humaine"

lunedì 17 novembre 2008

Il foglio di novembre

Seccano i cardi dentro il grande vaso.
L'estate è solo un ricordo sbiadito
come quei loro filamenti viola.

Adesso è il tempo delle foglie d'oro,
dei fiori di cotone per Natale,
degli agrifogli e dei nastrini rossi.

Ed il termosifone lo rammenta
giocando con il foglio di novembre.




















Robert Furber, "Hand colored engraving of bouquet - October"

domenica 16 novembre 2008

Prima nebbia

"Arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia.”

NAZIM HIKMET
Il mare mi reclama, vuole i giorni
che gli ho negato, la mia nostalgia
di solitario in borghi di pianura.
Con le sue onde, con i litorali
rapisce i miei sensi, vuole che io creda
che dietro una ringhiera l’infinito
si apra oltre dune sabbiose. Non c’è.
La ragione mi grida che soltanto
la ferrovia c’è e i grandi capannoni,
case in cooperativa e ipermercati.

Adesso sono deserte le spiagge,
lunghe e vuote, levati gli ombrelloni.
L’umidità e il cielo grigio d’autunno
accolgono chi pesca e chi cammina
come una nebbia densa di ricordi.
Come la prima nebbia che è venuta
ad intridere i kiwi nei giardini,
ad accendere il rosso degli stop.

Il mare non mi avrà per altri mesi:
le strade mi porteranno lontano,
a dolci mercatini di Natale,
a luci gialle di fiere in città.
Dietro una curva, dietro una ringhiera
mi tenterà ancora e solo a fatica
la ragione saprà zittire il cuore.




















Adolph Gottlieb, "Mist, 1961"

sabato 15 novembre 2008

Aria

“Batte il mio cuore al ritmo del mio passo.”
CAMILLO SBARBARO
Ti ho inseguita con caparbia impellenza
con i polmoni che cercavano aria,
la bocca spalancata ad inspirare,
e le mie mani intanto si aggrappavano
per non cadere, non cedere al panico.

Tu da lontano ti mostravi appena:
eri un fantasma perso nella nebbia,
una passante scorta in Galleria,
la viaggiatrice dentro una stazione
che sale sopra un treno arroventato.

Io, senza fiato, senza più ricordi,
oppresso dal mio stesso peso andavo
a fondo nell’asfalto liquefatto
come nel vortice della tempesta
ed annaspavo ancora boccheggiando.

Come un naufrago tendevo le mani,
mi abbarbicavo al più esile relitto
per potere giungere alla salvezza
scansando l’asfissia, l’ipotermia,
e approdare disperso a qualche terra.

Eri tu il fuoco che ardeva nel petto,
il dolore che mi spremeva vivo
e ottenebrava gli sguardi e la mente,
che inaridendomi mi intorpidiva
afflosciandomi come un sacco vuoto.

Adesso cammini per la tua strada
e ti ho voltato le spalle, percorro
i miei parchi di sole e di colore
e ti ho estirpata da me come un’erba
per respirare ancora nuova aria.














Peter Davidson, "Toward the hills, 1980"

venerdì 14 novembre 2008

Volo di uccelli nella sera

Il cielo si sviluppa in verticali
raggi, in isole di luce dorata
nel mare vorticoso delle nuvole.

Gli uccelli alle ore di sole si attardano,
planano nelle correnti lassù,
lasciano impresse le mobili ombre
nel tramonto sulla verde vallata.

E il vento che strattona le bandiere
li disperde come uno sparo cupo.




giovedì 13 novembre 2008

Notizie di cronaca

“Preziosa apparisce la vita di una persona
prima di tutto per il valore che altri vi pone.”
ITALO SVEVO

Lungo i vapori gialli della sera
i sicari senza nome deragliano
povere vite felici di un attimo.

Le mani di un neonato, le carezze
di una donna, gli amici all’osteria,
un pic-nic sul prato a Ferragosto…

Le linee del sangue, bianche lenzuola
assassinano padri e mogli e figli,
come se fosse scoppiata una guerra.

“L’anno prossimo, sa, andrò in pensione”
l’oro d’autunno, la neve sui monti,
la pioggia che canta su una tettoia…


Da qualche parte anche per loro esiste
- deve esistere - un caldo paradiso
per festeggiare i Natali perduti.

Ora sono solo i capi spezzati
di una corda che chiamavano vita.




















Fotografia di Max Ferguson

mercoledì 12 novembre 2008

Sera dei caldarrostai

"La mano che si chiuse sulle viole
si tinge di castagne.”

ATTILIO BERTOLUCCI

L‘amore che ritorna questa sera
ha il tuo cappotto e le mie scarpe nuove
e vibra delle notti che ho passato
a immaginarti vivere lontano.

Le foglie gialle chiazzano l’asfalto
e al fuoco dolce dei caldarrostai
non ho bruciato tutte le illusioni
se il tuo sorriso illumina il mio volto.

E sgusci le castagne ed il mio cuore,
sei la ragazza che m’insegnò un giorno
il gioco degli scacchi e della vita,
sei il tempo che ho trascorso a ricordarti.

L’amore ch’è tornato questa sera
mi lascia ebbro a guardare le scintille
che si levano al cielo senza stelle.
Non ho neanche bevuto il vin brûlé...



Fotografia (C) Flickr

martedì 11 novembre 2008

Tre haiku d'autunno

L'autunno spoglia
gli alberi foglia a foglia,
dolce amante.

* * * * *

La tramontana
questa mattina tesse
tappeti gialli.

* * * * *

Nel mare chiaro
del mattino galleggia
la luna piena.


lunedì 10 novembre 2008

Giorni di novembre

La pioggia spoglia i rami e allaga i campi
in questi grigi giorni di novembre
gonfi di foglie gialle e cieli acquosi.

Le nuvole si squarciano lontano,
appare il sole talora - o la luna
o sono lampi che squassano il buio.

L'odore degli ombrelli si diffonde
nell'umido teatrino del vestibolo
mentre risuona l'inno della pioggia.

E la tranquillità di questa stanza
è quella di un porto nella tempesta.


domenica 9 novembre 2008

Dalle fotografie

Dalle fotografie nuove memorie
- o antiche? Irrisolvibile dilemma -
salgono come nebbie novembrine
da un campo arato di primo mattino.

Hanno la stessa dolcezza del sole
d'autunno che illumina foglie d'oro
e monti resi limpidi dal vento,
quella dolcezza illanguidita
che rasenta quasi la malinconia.



Fotografia: Camille Styles

sabato 8 novembre 2008

Sognando e risognando

Sognando e risognando, la realtà
come una chiglia piena di cirripedi
si incrosta del possibile, del magico
alone che ricopre i desideri.

Ancora sei lontana tu chimera,
l'ippogrifo che vola sulla luna,
il liocorno che pascola tra l'erica.

E le radici salde nel terreno
sono catene che vietano il volo.




















Pablo Picasso, "Donna che dorme"

venerdì 7 novembre 2008

Passeggiata sentimentale

Nei colori fatati del tramonto,
nell'autunno in fiamme nei giardini
evoco il tuo ricordo da lontano.

Non è uno spettro, ma un tranquillo sogno
che vola con la grazia delle oche
selvatiche che risalgono il fiume.

La realtà mi attende lungo i canneti,
si acquatta come un cane per lasciarmi
viaggiare nei meandri della memoria.


giovedì 6 novembre 2008

Rose d'autunno

La macchia gialla delle rose brucia
oltre le tende della mia cucina
- l'autunno è il freddo ripiano del tavolo,
è l'aria calda dei termosifoni
che sale e sfoglia i mesi al calendario.

Il cielo è un acquerello grigio-azzurro
e come carta umida si piega
ai voli appesantiti dei colombi.

Guardo le rose e sogno primavera.


















Pierre Auguste Renoir, "Roses"

mercoledì 5 novembre 2008

Passo di regina

Una passatoia dorata è stesa
sul lungo e stretto viale d'autunno.

Una donna con il cappotto scuro
vi cammina con passo di regina.




















Claude Monet, "Donna con parasole"

martedì 4 novembre 2008

Alla giovane S.

Il tempo è questo umidore dell'aria
che resta appiccicato sulla pelle.
Non è ferita come dici tu,
non è quel pugno duro che ti stringe.

È solo un cerchio e gira di continuo
avvitandosi a spirale sui giorni.
Quando lo capirai, potrai guarire
dalla malattia detta gioventù.




















Tamara de Lempicka, "Jeune fille en vert"

lunedì 3 novembre 2008

Sole di novembre

Adesso splende il sole su novembre
ed i colombi volano sui tetti.
Non ha l'azzurro vivido d'estate
il cielo ma un grigio di madreperla.

Stasera potrò contare le stelle
nel buio, invidiare la rotta agli aerei,
sognare piazze di Praga e Parigi
o mari limpidi da cartolina.

Un'altra foglia cade al vento lieve,
un'altra la segue, poi un'altra ancora;
presto tutto il filare sarà spoglio.














Peter Ellenshaw, "Autumn leaves"

domenica 2 novembre 2008

Salvate i delfini

Siamo noi a vedere rosso o le api
nel giusto con i papaveri neri?
Salvate i delfini e gli orsi, vi supplico,
nel cane riconoscete l'amico,
come Diogene - è breve la vita
per infliggere altro dolore.


sabato 1 novembre 2008

Primo novembre

Novembre giallo arriva con i Santi,
infiamma i giardini e li copre d'oro.

Sulla tavolozza del cielo ha steso
un po' d'azzurro, del bianco, del grigio.

Ed ha trovato zucche illuminate
che ha spento con un refolo di vento.















Alun Sedgmore, "November morn"