sabato 31 maggio 2008

Un marinaio di Odisseo

Vado all'attacco della sera, spingo
nuvole in fuga verso la dorsale,
allontano l'inchiostro sulle valli.

E tu mi parli con voce soffusa,
mi convinci a passare l'orizzonte,
Sirena dei miei ricordi perduti.

Ma vile, vile sono sempre stato
- prudente, non codardo, si specifichi;
timido casomai, non timoroso.

Lascio che il cielo si richiuda ancora
-dall'albero maestro grida Odisseo,
io sordo do ai remi e ti dimentico.



















Léon-Auguste-Adolphe Belly, "Ulysse et les Syrènes"

venerdì 30 maggio 2008

Tavolino all'aperto

Non è la verità che cerco in te
ma un divenire, un tendere al perfetto.

Tu accavalli le gambe e mi sorridi,
con la tazzina del caffè sorreggi
il mondo, è tutto tra le dita lunghe.

Nel mio bicchiere si riflette il cielo
e finalmente già squarcia l’azzurro
- lo bevo a sorsi nell’acqua frizzante.

Nei tuoi occhi, nella bocca sottile
che mi parla, mi riconosco vivo.

















Pierre Farel, "Le rendez-vous"

giovedì 29 maggio 2008

La ragazza-sole

(omaggio a Baudelaire)

“Un éclair… puis la nuit!”
CHARLES BAUDELAIRE, Les fleurs du mal

La ragazza con il vestito a fiori
accende la strada di primavere:
sorgono come girasoli e volgono
il capo ad inseguire quel suo sole
gli sguardi degli avventori dei bar.

Cammina bionda come una speranza
e lascia sul pavé passi infuocati.
Quando svolta alla curva della via
all’improvviso è discesa la notte.













Ruth Orkin, "American girl in Italy", 1951

mercoledì 28 maggio 2008

Les amoureux du métro


“Tenevamo tutti e due la sbarra del metrò, direzione Mairie d’Ivry, le nostre mani si sono toccate e sono restate in contatto praticamente per tutto il tragitto fino a Châtelet, in un metrò strapieno: faccia a faccia ci gettavamo degli sguardi discreti. Non ho osato dirti niente tra tutta quella gente. Tu sei scesa…"
AMOUR MOBILE, Edition RATP, Paris, 2008


Alla tua maglia a righe affido i giorni,
agli sguardi delle tue ciglia lunghe
le poesie che dedico alla tua assenza.

Viaggio con la speranza di incontrarti
di nuovo tra tanta gente annoiata,
di rivedere il tuo sole risplendere
nelle viscere di questa città.

Perché risento la tua mano calda
e, se non so il tuo nome, pure io ti amo.












Foto: Barbara Seiler

martedì 27 maggio 2008

Rose e miele

Alle tue rose mescola il mio miele
- Cupido ha dardi intinti nei tramonti
ed elegie perdute in fondo al cuore.

Fuoco è l'amore, fuoco e desiderio,
e consuma con le sue fiamme calde.

Ma tu continua a stringere le rose,
lascia che la dolcezza di quei petali
ti sfiori ancora con la mia carezza.
























John William Waterhouse, "The soul of the rose", 1908

lunedì 26 maggio 2008

L'istante

Sapevo il punto esatto in cui, il preciso
momento, l'attimo, il tempo perfetto.

E lo sentivo - una lacerazione,
un piccolo intuito attraversare
come una scossa, un gemito sommesso.

E lo coglievo, quasi fosse rosa
o nota persa in una sinfonia.

Ed era mio soltanto, quell'istante.



















Salvador Dalì, "Rosa meditativa"

domenica 25 maggio 2008

Piccola poesia

Piccola poesia, piccolo omaggio
per i tuoi occhi, per le tue caviglie.

Piccolo dono che ti porta maggio
con le sue rose, con le meraviglie.

E l'amore risplende nella sera,
palpita nella bianchezza del seno.

È una farfalla che vola leggera:
vedi, di te non posso fare a meno.






















Keith Mallett, "Énigmatique"

sabato 24 maggio 2008

Cade la pioggia

Cade la pioggia sull'ombrello verde,
ne sento l'odore di terra e foglie
come il lupo di mare sulla tolda
che scruti il cielo fiutando tempeste.

Si potesse sentire anche l'amore
nell'aria, coglierne elettricità
e bufere, equivoci e incomprensioni...

Ma tu cammini strade sconosciute,
forse da te neppure piove adesso.
Io, come un segugio, annuso il libeccio
quasi potessi trovarti nel vento.























Alexander Millar, "Singin' in the rain"

venerdì 23 maggio 2008

Il percorso del vento

Indovinare il percorso del vento
era il solito gioco del tramonto
- la sabbia scivolava dal tuo pugno,
disegnava una scia di granelli,
le nuvole salivano la costa
arrossandosi, indorando gli orli.

Quell'ora, quella dolcissima noia
ci riempivano di un languore sordo,
restavamo seduti sulle sdraio
abbandonandoci a rare parole.
La brezza che soffiava da Levante
scuoteva le bandiere sui pennoni.
Il nostro amore ugualmente vibrava.



giovedì 22 maggio 2008

Pomeriggio di maggio

Seduto guardo trascorrere il tempo:
la polvere levatasi dal muro,
il raro traffico lungo la via,
il lento progredire delle ombre.

La campanella che segnala il vento
suona leggera, chiama la fortuna
con la sua rana ferma sulla foglia.

La vita ha questi momenti sospesi,
non è ozio, non è nemmeno abulia:
solo un sentirsi parte dello scorrere.
Come il cuculo. Come la lucertola.













David Kenneth Collins, "May blossom on Larkhill"

mercoledì 21 maggio 2008

Pura forma

Quello che chiedi è solo pura forma
- la bianca spirale di una conchiglia,
la nervatura di una foglia nuova.

Ma ho attraversato il mare per trovarti,
ho scalato montagne per averti,
non posso accontentarmi di un involucro.

Tu dici "Io non credo alle parole"
e versi aceto nelle mie ferite
quando mi neghi proprio le parole.

Allora resta questa statua nuda,
piccola ninfa sul bordo di un fiume
- io spazio con la mente altri universi.






















David Hwang, Pearled Nautilus

martedì 20 maggio 2008

Vigne

I tuoi discorsi mi spronano ancora,
piccoli colpi di dadi del caso
che riecheggiano nel corso del tempo
- ho sempre amato equipararlo al fiume.

E ti trattengo in me, sei un amuleto
che porto sul cuore ed accarezzo
quando i giorni mi sembrano pesanti.

Tu giungi a questi miei tempi di nulla,
alle colline che amo frequentare,
ai filari di viti, ai contadini
che falciano l’erba con gesto antico.

Conosci il mio segreto e lo lenisci
- la ragione e il sentimento si elidono -
lo smussi come un ciottolo nell‘acqua.

E cammini al mio fianco senza dire
altro, lasci che il sole di maggio
ti passi addosso abbandonando i crucci
alla brezza che soffia dalle vigne.


lunedì 19 maggio 2008

Una vela bianca

Una vela candida dove il lago
si restringe e le sue acque sono grigie
come mercurio liquido in un vaso.

Una vela bianca nella memoria
- ero sulle colline e lo stupore
ancora adesso mi sa attanagliare.

Una vela che si librava leggera
come una cavolaia in un giardino.


domenica 18 maggio 2008

Il cuore della sera

Le sere avevano il sapore dolce
dei pini quando il vento sospingeva
nuvole grigie e arancio sulla costa.
Più tardi avremmo seguito la luna
sorgere dal mare ed inanellare
cerchi sulle onde come una ragazza
che giochi con le ciocche tra le dita
pensando agli occhi scuri dell'amato.

Ma allora, quando il buio all'improvviso
ci coglieva sul bordo della via,
addentavamo il cuore della sera,
croccante e gustoso come una mela,
come la nostra gioventù perduta.



















Joan Miró, "Ballerina II", 1925

sabato 17 maggio 2008

Anna che ridi

Anna che ridi, cammini e ti sbracci
a salutare il mio povero amore,
adesso so che la felicità
non è che un piccolo cenno della mano
mentre il treno delle otto e ventidue
ti porta via su un greto di papaveri.

Le tue paure, le tue sofferenze
sono nuvole oramai spazzate via:
non so se è stato il tempo o la coscienza,
se un vento di passione ti ha guarita
ma vado più leggero se ti penso
e mi porto a tracolla il tuo saluto.




















Ferdinand Hodler, "Femme joyeuse", 1911

venerdì 16 maggio 2008

Francesca Woodman

Se la tappezzeria serve a nasconderti
io foglio per foglio la straccerò,
divinerò la tua vita lasciata
nei sedimenti scuri del caffé.

E volerai con le tue ali posticce,
ti annullerai tra specchi e caminetti,
calpesterai assi di vecchi parquet,
siederai su una logora poltrona.

Per sentirti viva, ti spoglierai
dell'ombra come muta di serpente.


NOTA: dedicata a Francesca Woodman,
fotografa americana (1955-1981)

















Francesca Woodman, "Self-Deceit" (1979)

giovedì 15 maggio 2008

L'altra Danae

La nudità scoperta dell'aurora
attira su te una pioggia divina:
sei l'altra Danae di questa mattina
- intendo il prato, l'onda del fogliame.

Eclissi la luna tra le lenzuola,
la avvolgi in una marea a fiorellini.
E Zeus come una gazza bianca e nera
vola oltre lo specchio della finestra.















Gustav Klimt, "Danae", 1907

mercoledì 14 maggio 2008

Un volo di colombi

C'è nell'aria un gusto dolce di tigli
sotto queste nuvole di solleone
che vestono il mattino di pervinca.
Un volo di colombi mi è passato
sul viso, l'ombra rapida trascorsa
sull'asfalto consunto della strada.

Così il ricordo che si è acceso svelto
sulla canzone che tanto amavamo
ha sfiorato la bocca come un bacio
e ne porto il sapore sulle labbra
andando per salite in bicicletta.

E sorrido, levato sui pedali,
al fuoco spento della nostalgia.













Mike Jones, "Bike"

NOTA: Questa poesia ha ispirato dei "versi concatenati"
di Luciana Bianchi Cavalleri.
Puoi leggerli su "Como, lago & poesia"
seguendo questo link:

http://www.comoinpoesia.com/2008/05/una-biciclettina-colorata-al-lago-sosta.html

martedì 13 maggio 2008

Riposa il cuore

Riposa il cuore, riposa il ricordo
e nuvole leggere si dipanano
nel cielo azzurro sui monti di luce.

Riposa amore dentro la bottiglia,
ripiegate le vele al vento calmo,
dimentica la mappa del tesoro
piegandosi debole alla bonaccia.

Riposa il gusto aspro della memoria
con i vestiti a fiori ed i bikini
fioriti nel serraglio della spiaggia.

Ed il sonno del sentimento è simile
alla sostanza docile del sogno,
veleggia lieve costeggiando il nulla.

30 luglio 2006
















René Magritte, "Le séducteur", 1953

lunedì 12 maggio 2008

Illuminasti l'estate di te

Illuminasti l'estate di te
come le stelle di luce riflessa
splendenti nei cristalli delle notti.

Io dal balcone in attesa del sogno,
in agguato al passo dell'occasione,
io dal balcone vedevo lontano
il mare prima del tuo scintillio.

Ed arrivasti tu, la primadonna
- sul palcoscenico ti presentasti
ed era quel dondolo a righe chiare.

Mi precipitai con foga d'amante
ma con grazia di farfalla ti chiesi
di sederti accanto. Fu lì che nacqui.



















Jacqueline Osborn, "Lovers point"

domenica 11 maggio 2008

Invocazione

Prendimi per mano tu, conducimi
oltre la soglia della mia speranza
- barchetta lieve lungo il verde fiume
sui riflessi dorati delle onde.

Mostrami qual è la via da seguire,
il tragitto segnato dalle stelle
anche nel buio delle notti fredde,
perché non mi smarrisca nel deserto.

Illumina i miei giorni come un sole,
riscaldami, rinsaldami lo spirito.
Quando il mio piede vacilla, sorreggimi;
sii il bastone cui forte mi bilancio.

8 maggio 2005


sabato 10 maggio 2008

Periferia, in treno

Vecchie rotaie e campi di papaveri,
l'estate irrompe una sera di maggio
tra i palazzoni di periferia.

La polvere che si alza dai binari
è bianca come il viso della ragazza
che legge un libro sul sedile blu.

Negli occhi si riflette la campagna
incolta tra le baracche dei nomadi,
lo squallore di lamiere e cemento.

Cerco di leggervi l'amore: forse
quel bagliore improvviso che ha fatto
sobbalzare il cuore nella maglietta.














Foto: Rick Steves

venerdì 9 maggio 2008

Radici

Ad altri lidi, ad altri luoghi miro.
Ma rimango qui con le mie radici
avviluppate a un angolo di cuore.

La sera guardo il Resegone spegnersi
nell'acqua scura del cielo notturno
e sogno i grattacieli di New York
come un bimbo sulle carte geografiche.

Bramo i tetti di Parigi, le piazze
antiche di città europee, quei ponti
che scavalcano fiumi altisonanti.

E vedo i colli perdersi nel verde
mentre cominciano a fiorire i tigli.














Immagine: Zaino in spalla

giovedì 8 maggio 2008

La salita

Ho risalito quegli erti pendii
cercando nella luce il tuo conforto,
un raggio di sole filtrato appena
dal fogliame ombroso dei castagni.
Dopo la prima curva della strada
scomparsa era la villa dei cavalli,
il contadino curvo sopra l'aglio
che avevo salutato con un cenno.

Il tuo ricordo fiammeggiava ancora,
tra i rami disegnava rosse lame,
mi parlava con voce di sirena
- la tentazione mi diceva "Cedi".

Ma io guardavo le foglie battute,
il sentiero segnato dagli zoccoli,
salivo e non guardavo, nuovo Ulisse
che aveva smarrito la nave in terra.

Non c'è stato bisogno di legarmi
né ho chiesto mi fosse versata cera
negli orecchi - io volevo sentire
quanto dicevi, sentire e resistere.

Un passo dopo l'altro, un passo ancora,
salendo come i semi di tarassaco
senza finire prigioniero mai
dei lacci bianchi delle ragnatele.

Passavano casali diroccati
e lecci, faggi e piccole sorgenti,
passavano i fiori del maggiociondolo
e i ricci abbandonati dall'autunno.

La strada serpeggiava e poi spianava
all'improvviso, mostrava paesaggi
lontani annegati nella foschia
e ponti e fiumi e paesi senza nome.

E ti sentivo, ancora ti sentivo,
nel silenzio ti sentivo: eri un rombo
che mi rifluiva nel sangue, bolliva
come l'acqua reclusa nelle dighe.

Eri il passato che si ripeteva,
eri il rimpianto che mi amareggiava,
ma se portavo il peso degli errori
avrei potuto un giorno liberarmene.

Fu quando sentii il cuculo cantare
che vidi chiaro - scorgevo la vetta.
Bizzarro sia quell'uccello crudele
a segnare il percorso, ad indicare.

C'era soltanto una croce lassù,
illuminata dal sole di maggio
- "Questo è il cammino, segui la tua via"
seppi era scritto, non c'era cartiglio.

Presi i miei domani come narcisi
e ridiscesi con passo leggero.
Guardavo i passeri lungo il tragitto
e le lucertole sdraiate al sole.

Dopo l'ultima curva ritrovai
il contadino - sembrava trascorso
un secolo, non erano che ore.
Mi salutò con un sorriso chiaro.

mercoledì 7 maggio 2008

Tempo d'amore

È fluido che ipnotizza quel tuo amore,
un bagliore violento che stordisce.
E, come il viaggiatore sente il mare
nel sangue ancora prima di avvistarlo,
ti avverto in me come un’agitazione.
Chiudo gli occhi e rivedo le lagune,
le sagome di case sulle isole:
non vedo più quella lavagna nera,
quell'infinito vuoto come spazio.
I tuoi occhi vedo, perché l'amore
ha il tuo sguardo smarrito nel crepuscolo.

E la parentesi aperta quel giorno
contiene ancora cifre, segni e lettere
e ancora assomma e moltiplica, vive
insomma, anche se talora divide.
Non ha trovato la gemella opposta
che significa fine - non l'omega -
ed è. Da questo minuscolo verbo
prende linfa e respira, come fiume
percorre la pianura, qui impetuoso
e travolgente, là breve rigagnolo
che a malapena scorre tra le pietre.

Un giorno romperà gli argini e tu
dovrai serrare la porta del cuore
o spalancarla, lasciarti invadere:
sarà tempo d'amore, tempo di te.























Jack Vettriano, "Back where you belong"

martedì 6 maggio 2008

Caffè a Cordusio

Guardo Milano scorrere dai vetri
oltre la simmetria dei tavolini
- tram arancioni si infiammano al sole
di maggio con riflessi iridescenti;
negli specchi si portano i palazzi
del Cordusio e cieli di catenarie,
effimeri fiori sbocciati al centro
della città, all'altezza del cemento.

La folla anonima è un fiume che scorre
per Via Dante - ne scorgo le camicie,
i seni, i tacchi, le cravatte chiare.
Da questo tavolino di caffè
ne sento il palpito, come di un cuore.


lunedì 5 maggio 2008

Credo quia absurdum

Credo quia absurdum… ecco, ora l’ho detto
su queste pietre consunte dai passi,
su queste pietre corrose dai secoli
dove la mano posò la sua croce.

Credo quia absurdum… per come la luce
attraversando l’antica monofora
disegna nel fresco dell’abbazia
un piccolo miracolo di sole.

Accolgo le parole di Agostino
le sigillo nell’antro delle labbra
- diventano soltanto pura luce
per cucire la fede e la ragione.

Abbazia di S. Egidio, Fontanella
26 aprile 2008


domenica 4 maggio 2008

Perché è domenica

Ragionando su aspetti risaputi
ti siedi e liberi pensieri come
un'acqua che scorra, fresco ruscello
che discenda dalla tua bocca al mare.

La libertà è trovarsi in questo parco,
sfiorare con le dita le ringhiere,
guardare le anatre nuotare calme,
sostare sul legno delle panchine.

E raccontarsi che la vita è bella
mentre tu, china, stuzzichi una foglia
che spunta da un germoglio nel terreno.

Perché è domenica, perché tu sei
una donna, perché questo è l'amore.










Corinne Lecot, "Brussels I"

sabato 3 maggio 2008

Sera sul balcone

Con le mani aggrovigli le distanze,
ravvicini le nuvole sospinte
da un vento minaccioso sopra i monti,
allontani le case dei dintorni
- e se ci fosse il mare dietro le piante
che tagliano il percorso delle rondini,
se dune di sabbia chiara si aprissero
dove si ergono seni di colline,
se le gru fossero quelle di un porto...

Il temporale si è dissolto in fretta,
avrà lasciato tutta la sua furia
sulla zona dei laghetti morenici.
Adesso punti le stelle, le sfreghi
tra le dita esprimendo desideri.

venerdì 2 maggio 2008

Asiago 2006

La lunga strada che porta al Sacrario
è un fiume da percorrere onorando
la memoria di giovani perduti,
voci strozzate da un ramo di guerra
come il giacinto spezzato dall'erpice.

Il loro dono è chiuso dentro il marmo
bianco che svetta sulla breve altura;
le donne che non sono state amate,
i figli che non ebbero carezze,
i giorni mai vissuti, tumulati
da palle di cannone, da proiettili.

Ragazzi, siamo qui per voi - veniamo
con sguardo lucido e cuore pulsante
per non dimenticare il nostro ieri.

15 maggio 2006


giovedì 1 maggio 2008

Come la rondine


Ondeggia al vento l'erba alta di maggio
e i fiori gialli del sedano matto
galleggiano formando scie dorate.
La sonnolenza è un tubare di tortore,
è l'insistito grido del cucù,
è il caldo del pullover di cotone.
Unisco i sogni, i baci ed i ricordi,
assommo prati e granelli di sabbia,
riconto cieli e chiese e nubi gialle.
La vertigine mi tiene sul ciglio,
in equilibrio instabile sul filo.
se chiudo gli occhi posso anche volare,
come la rondine, dall'altra parte.

16 maggio 2006


Peter Munro, "Swallow on a bicycle"