mercoledì 30 aprile 2008

Luce verde

La luce verde del primo mattino
che trapela dal balcone fiorito
porta tutta l'essenza dell'estate.

Dall'altra parte della strada tu,
dall'altra parte della vita, dove
il sogno alberga ancora nei tuoi occhi.
Io continuo a guardare le montagne
come se un incantesimo improvviso
potesse scioglierle, portare il mare.

Ma non si accendono i limoni, né
i gabbiani ritornano a volare:
paesi si arroccano sulle pendici.


martedì 29 aprile 2008

Caffè di aprile

È verde la luce del pomeriggio
che scende dalle nuvole e si posa
sulla sonnolenza buona di aprile.
Sorseggio il mio caffè nella cucina
e l'acqua che gorgoglia lungo i tubi
è un suono dolce di cascata alpestre.

Non restano dei fondi nella tazza
ma il mio futuro non l'avrei del resto
divinato: solo il passato so.
Adesso piove e cantano gli uccelli,
l'umido sale dalla terra arata,
l'amore è un sogno oscuro nel tramonto.












Gail Garrison, "One more cup of coffee"

lunedì 28 aprile 2008

Colli

Il cielo è un arco azzurro di navata
affrescato di nuvole lanose.
Immensi come la gioventù e il mare,
come l’abisso che spalanca l’amore,
colli sdraiati fino ai monti grigi.

Il nuovo clima giunto a primavera
li accende come sale, li dipinge
di colori radiosi, ne fa luce.
La notte sono solo forme blu
disperse nel chiarore lunare.

Li lega un gusto fresco di sambuco
al ridestarsi nell’alba rosata.


domenica 27 aprile 2008

Ombre lontane


E se rimpiango, se cedo al perverso
gioco di specchi dei vecchi ricordi,
è perché questa illusione mi nutre
come il sole d’aprile i tulipani.

Ma i pomeriggi perduti rimangono
ombre lontane, gli ombrelli dei pini
li nascondono e come se guardassi
da un balcone altro non posso scorgere
che forme indistinte e baluginii.






sabato 26 aprile 2008

Semi di cielo

Sta piantando zucchine ed insalata
il vicino, con la zappa ricurva
sembra sostenere il cielo di aprile
- smalto azzurro di fine porcellana.

I tulipani bianchi ne raccolgono
i riflessi con gocce di rugiada,
li disperdono intorno nel giardino
come quei semi da far germogliare.




















Susan Parslow, "Spring Tulip"

venerdì 25 aprile 2008

Cronache di un 25 aprile

Preludio in Mi minore di Chopin,
il vento arruffa le chiome dei tigli
spettinati come guerrieri antichi.

La banda è in viaggio verso i monumenti,
il sole buca nuvole di pietra
e disegna riflessi sugli ottoni.

Un tricolore ondeggia mollemente
a una finestra del secondo piano,
sembra un’attinia lungo la corrente.














Foto: Corpo bandistico "Stella Polare"

giovedì 24 aprile 2008

Bellezza di luce

La tua bellezza è bellezza di luce
e si rivela nella nudità
del giorno cristallina come l'acqua.

Avanzi verso universi segreti
e mollemente trascini gli sguardi
oltre il vestito a fiori dell'estate.

Io, che ti guardo camminare al sole,
cado in abissi d'estasi perdute,
sono prigioniero della tua bellezza.











Acey Deucy, "Woman gives sky the sun"

mercoledì 23 aprile 2008

Nuovi incontri

Le parole si sciolgono leggere,
cadono come petali d'aprile
e lasciano il silenzio delle foglie.

I tuoi capelli al vento sono vele,
ci portano lontano dal presente,
sui mari dove navigammo un giorno.

Le mani che si allacciano furtive
disegnano nell'aria nuovi incontri
e incendiano nei cieli altri tramonti.















Foto: Stock.xchng

martedì 22 aprile 2008

Un'altra primavera

Che cosa vuoi? Dei fiori? Le poesie?
Parole che la memoria distilla
goccia a goccia sulle curve del tempo,
torture, solitudini, ricordi...

E taci, da lontano taci ancora
e muta è la cornetta del telefono.

Che cosa vuoi? Del miele? Dei gioielli?
Pietre che rotolano lungo gli anni
smussando gli angoli del mio rimpianto,
graffiando le pareti del possibile.

E vivo, qui in disparte, senza te.
Vivo e fuori c'è un'altra primavera.

11 aprile 2005


lunedì 21 aprile 2008

Acqua

Acqua è l'amore e leviga le pietre.
Irresistibile ha forza di maglio
e la delicatezza delle piume.
Con quel vigore, con quella dolcezza
così un giorno di sole sfolgorando
di bellezza entrasti nella mia vita.

Acqua è il tempo e trascorre sotto i ponti.
Inesorabile, discende al mare
seguendo quell'unica direzione.
Con la sua calma, con il suo passare
cerca di collocarti nell'oblio.
Ma io, che sono acqua, gli resisto.

9 giugno 2005




domenica 20 aprile 2008

Futura

Dici che il tempo non torna... Lo so.
Viaggio su questa linea retta come
un treno sui binari paralleli.

Dici domani che succederà...
Non vedo oltre la curva della strada,
a malapena ricordo i miei ieri.

Ma guarda com'è azzurro il cielo oggi,
abbandónati alla speranza, lascia
che ti accarezzi i capelli dolcissima.


sabato 19 aprile 2008

Sei donna

Sei fiamma, sei l'azzurrità del gas
e il rosso fuoco, l'arancione intenso.

Sei fiori, tanti petali di rose
e l'oro fino delle margherite.

Sei le meduse che spiaggiano all'alba
e le attinie ondeggianti alla corrente.

Sei donna nell'occhio verde, nel ventre
levigato che ospita una stella.

















Egon Schiele, "Donna seduta"

venerdì 18 aprile 2008

Non dire nulla


Non dire nulla: lascia che la notte
scenda sulle parole come un velo,
che nevichi leggera sul silenzio.

Soltanto stringerti mi basta adesso,
vivere del calore della pelle,
con dolcezza accarezzarti i capelli.

E divenire contatto, sentirti
attraverso, conoscerti nel tatto
con l'acuto senso degli animali.














Julia Watkins, "Lovers"

giovedì 17 aprile 2008

Ridèstati, memoria


Ridèstati, memoria, ridiventa
ancora quel purpureo fiore che eri.
Abbandona le campane di vetro
e sboccia nella luce del mattino.

Risvegliati, memoria, ridisegna
quei panorami, rinnova quel mare.
Cancella la polvere come un vento
che soffi lieve e mi accarezzi il viso.














Salvador Dalì, "La persistenza della memoria"

mercoledì 16 aprile 2008

Akragas

Guardavo i templi nell'ampia pianura,
adagiati sopra la terra rossa
come dei dinosauri abbandonati
tra le piante di fico e i vecchi ulivi.

Al tocco caldo dell'aria lontano
lame di mare azzurre scintillavano
spingendo navi rugginose al cielo.

Sentivo il tempo frangersi sull'onda,
svanire tra siepi di fichidindia.

E nel silenzio rifluivano i secoli.


martedì 15 aprile 2008

Musica e luci

Musica e luci, lontane città
dove conduci la tua vita adesso.
E vedo lingue di fuoco la notte,
i punti luminosi delle strade,
inseguo il tuo ricordo come un filo.

Suona un sassofono dal canto triste,
la musica e le luci di città
lasciate. Anche tu sei perduta.











Foto: Jason Yeo

lunedì 14 aprile 2008

Gli oleandri

Amavi gli oleandri dei giardini,
e quanti ne ho rubati per donarteli.
Li mettevi in bottiglie da conserva,
seguivi il crescere delle radici
nell’acqua che cambiavi ogni mattina.
A me sembrava che tu misurassi
in quel modo anche il corso dell’amore,
il suo sviluppo, il suo lento attecchire.

Gli abitanti di quelle ville ancora
parleranno di me, si chiederanno
che fine avrà fatto, di punto in bianco,
il misterioso ladro di oleandri.

29 gennaio 2002























Pierre Joseph Celestin Redouté, "Nerium oleander"

domenica 13 aprile 2008

Semplicemente vita


La tua bellezza smaltata si accende,
segni di costole incavo del seno
- è una collina che discende al mare
come ne ho viste in terra di Liguria.

Io che viaggio questi cieli di aprile
ho l’armatura addosso, ed i miei enigmi
sospesi a quelle nuvole di raso
lampeggiano nell’ultimo tramonto.

Mi dico che così capita spesso
a chi si vuole bene - quelle saette
lontane sono i fuochi dell’amore.


sabato 12 aprile 2008

Splende la luna sulla mia stanchezza

Splende la luna sulla mia stanchezza,
amara scorza di sere d’aprile
che il vento accende con la sua
carezza odorosa di fieno e fiori nuovi.

Uno sguardo fugace e torno in casa
a seguire lo schermo luminoso:
per non pensare gli affido me stesso
consegnandomi ostaggio a un vecchio film.


venerdì 11 aprile 2008

Nella pioggia

Adoro camminare nella pioggia
per strade verdeggianti di campagna,
avanzare nell'aprile fiorito
lambendo parchi accesi di magnolie.

Mi sento figlio di Madre Natura,
immerso dentro il suo liquido amniotico,
al pari delle azalee e delle viole,
del cuculo nascosto dentro un nido.












Foto: Hikaru Kudou

giovedì 10 aprile 2008

Secche della memoria

“Non so più. Non rimpiango. Non ricordo.”
ALESSANDRO PARRONCHI

I miei ricordi diventano polvere,
sono le ceneri del mio passato.
Tu affiori da secche della memoria
quando il fiume del tempo si ritira
ma non esisti in me, se non nel sangue
che scorre denso ed alimenta i sogni.
Sei il bagliore improvviso di pagliuzze
d’oro che svanisce nella corrente.














Foto: Andrew Sharpe

mercoledì 9 aprile 2008

Notturno

Udii la tua voce chiamarmi,
flauto suonato da schiere celesti
nella luce dorata del giardino
- mele d’oro irradiavano dagli alberi.

La mia felicità era leggerezza,
librarmi al paragone delle nuvole
ardenti al sole rosso del tramonto.

Ma era già notte ed io fuori dal sogno
cercavo l’aria fresca del balcone
- soltanto un cane abbaiava alle fronde
mosse da una lieve bava di vento.

La tua voce taceva nel notturno
silenzio disegnato dalle stelle.











Vincent Van Gogh, "La notte stellata"

martedì 8 aprile 2008

Piazzale Lodi

Gli autobus incendiano di riflessi
gli ascensori cromati del metrò
- le fiamme solo un attimo divampano
nel grigio del cemento cittadino,
poi si spengono nel cielo di aprile.

Rimane nell'aria quella dolcezza
accesa, un lieve fermento odoroso
che sa di erba tagliata e di gasolio.









Foto: dhyan.it

lunedì 7 aprile 2008

Suonano Beethoven

“Nelle vene la primavera è diffusa.”
VLADIMIR MAJAKOVSKIJ

Da qualche parte suonano Beethoven,
Adagio cantabile, la Patetica.
I miei pensieri oggi corrono dove
l’odore di primavera solletica

il naso e la voglia di stare fuori,
seguire il pellegrinaggio del sole,
il percorso dei primi nuovi fiori
sbocciati come fuochi nelle aiuole.

La mano ignota tocca la tastiera
come farfalla, delicatamente,
ed il mattino veleggia sul cielo

con l’indolenza della primavera.
Riprendo a camminare tra la gente
con passo più sicuro e più leggero.






















Auguste Renoir, "Jeunes filles au piano", 1883

domenica 6 aprile 2008

Nuovi sogni

“Immagino che il tempo verrà
- aiutalo a venire.”

EMILY DICKINSON

Si incendiano nel cuore le parole
e nuovi sogni furiosi divampano
con la velocità delle viole.
E come dei caldi baci si stampano

quei nuovi desideri e i nuovi amori
che sbocciano nel sole a primavera.
La gente va lungo il fiume e i colori
mi rianimano, mi portano a sera

gonfio di questa dolcezza infinita,
di questo aroma forte di magnolie.
La fantasia si spinge molto avanti,

alimentando di sé nuove voglie,
consola del presente - e degli istanti
lievi del sogno fa un’intera vita.



sabato 5 aprile 2008

Il canto dell'oblio


Sognarti tra le pieghe della notte
è un esercizio solito e concreto
ma vano come le barche di carta
affidate alla luce dello stagno.

E come quelle affondano i pensieri,
colano a picco gonfi di realtà
appena il giorno si affaccia alla vita
indorando finestre d’oro puro.
Spalanco gli occhi e fuggi dal mio sogno,
una farfalla che vola leggera
e si perde lontano zigzagando
tra i narcisi ed i giacinti fioriti.

Mi alzo e intono il canto dell’oblio.


Claudette Beauvais, "Papillons III"

venerdì 4 aprile 2008

Scende la sera

Scende la sera e si desta il ricordo,
sale come il fumo di una candela
in volute dai confini del tempo.

Prima era stato il vento che spingeva
grosse nuvole grigie nell’aprile
quali un branco di elefanti in sfilata.

Prima la pioggia era caduta lenta
sulle tenere foglie, sui narcisi,
ed il cielo s’era fatto d’inchiostro.

Ma ora la calma scura della notte
accoglie il jazz che suona alla radio,
stende mantelli rossi alla memoria.

E tu ritorni, con l’esile corpo,
e sciogli i tuoi capelli sul mio viso.


giovedì 3 aprile 2008

Ritorno di primavera

Finalmente si scioglie la dolcezza
di aprile in questa sera di velluto
dove scroscia una fontana moderna.

Ritorno alla magnolia profumata,
ai narcisi carnosi che si srotolano
nelle aiuole, alle primule che bruciano.

E ritorno da un posto dentro me,
dai miei ricordi di sangue e di carne.
La linea della mano segna il tempo,
disegna sensazioni come cerchi
nel tronco di un albero, anno per anno.

Ritorno ad annusare questi effluvi,
ad inebriarmi con del vino dolce.



mercoledì 2 aprile 2008

Totus tuus

in memoria di Sua Santità
Giovanni Paolo II (1920-2005)
Non c’era il cielo nero del Calvario
ma il buio dolce di sere d’aprile
nella notte romana illuminata
dalle fiamme di mille candele.

E lacrime e preghiere si confondono,
lo smarrimento dentro noi si insinua
come una prua che penetri nel ghiaccio.
Solo un momento… “Non abbiate paura”.

Le parole del Padre ci confortano,
ora sappiamo la sua eredità,
allontaniamo il braccio del timore
e la Sua voce risuona nel cuore.


4 aprile 2005

martedì 1 aprile 2008

Al centro del mondo

Colpivano le ondate con violenza
i frangiflutti nella notte buia.
Piccoli spruzzi gelidi e salati
oltrepassavano la balaustra
e pungevano il viso come spilli.

Nella mia giacca blu facevo scudo
al vento, il bavero rialzato, mani
in tasca, sentivo lontano l’Africa.
Le foglie delle palme si scuotevano,
monotono ululava il mare cupo.

Ero al centro del mondo quella notte,
davanti al mare, in un paese sconosciuto,
mi sentivo pulsare come stella.












Arthur Robins, "Night sea study"