lunedì 31 marzo 2008

In una goccia

Era fiorita bianca la gardenia,
dopo la pioggia la guardavi attenta:
in una goccia era riflesso il mondo,
capovolto - chissà da quali sogni
era rapito il tuo sguardo. Sbirciai
anch’io: sembrava un ampio pianerottolo
all’occhio convesso dello spioncino.

“In una goccia pensa quante cose
possono stare” dicesti, ed ancora
avvicinasti il viso alla gardenia,
“pensa che l’infinito può racchiudersi
in così poco”. E ti abbracciai forte
per sentirmi anch’io universo infinito
guardando il mondo riflesso nei tuoi occhi.



domenica 30 marzo 2008

La ragazza di Ungaretti

“Le nostre malattie si fondono.”
GIUSEPPE UNGARETTI

“E come portati via si rimane”
ripeto i versi antichi di Parigi,
affino la mia nostalgia, la levigo
con la costanza di un sasso di fiume.

E tu sei la ragazza di Ungaretti,
guardi la vita scorrere dal ponte
e non è la Senna placida e verde
ma un districarsi di gorghi e secche.

Portati via, noi due siamo rimasti.












Edvard Munch, "Ragazza sul ponte"

sabato 29 marzo 2008

Questa è poesia

“Sul foglio di carta il poema si fa
come il giorno sulla palma dello spazio.”

OCTAVIO PAZ

Le nuvole scendevano dal monte
come le greggi i giorni di settembre
e il contadino diradava l’erba
tra le vigne con un piccolo ronco.

Alle spalle l’abside della chiesa
medievale e una fuga di cortili
dove si intravedevano attrezzi
agricoli di antiche civiltà.

Ecco, dicevo, questa è la poesia.

È quella sensibile ala di vento,
il sole che scalda e nutre le viti,
la pianura che si apre laggiù dove
risaltano i nastri argentei dei fiumi.

È questo essere insieme e camminare
salendo per una strada ignota,
è il dolce aroma delle serenelle,
l’odore della pioggia già nell’aria.

Questa è poesia, questa è felicità.


venerdì 28 marzo 2008

Dove il vento

Dove il vento si fa dolce mattino
e cantano gli uccelli nella brezza
di primavera nel momento esatto
in cui la pioggia smette di cadere,
dove un raggio di sole si fa strada
come una nuova speranza nel cielo
ed il fischio di un treno squarcia l'aria
ancora un po' umida, lì puoi sorprendere,
tra i fili d'erba del prato, la vita.




Foto: lophoto.com

giovedì 27 marzo 2008

Il gusto del rimpianto

La memoria conosce quel vibrare
d’onde come uno scostarsi di tende
sull’ultimo rossore della sera.

Ne ricostruisce eventi ed antefatti
per rimanere dentro l’illusione
- ragnatela sospesa lungo i giorni.

Ma la ghermisce il ragno del presente,
e resta solo il gusto del rimpianto.


mercoledì 26 marzo 2008

Lungo il fiume

“Solo chi non ne ha
può scacciare i ricordi dalla vita.”
GIOVANNI RABONI

Sosto davanti all’acqua della diga
scrutando tra le chiuse i lancinanti
riflessi: abbacinano e mi feriscono.
Anche lei - penso - così mi è sfuggita...

E scorre come un fragore nel sangue
l’amore, un rombo bianco di cascata.
E trascina via il mio cuore di tenebra
alla stregua di un inutile tronco.


martedì 25 marzo 2008

Nella scatola delle emozioni

Io nella scatola delle emozioni
ho messo il cuore di creta e cartone
e quel bacio sfuggito alle labbra
come una vela scivolata in mare.

E tu rimani dentro queste mani
che ti sfiorarono come scirocco
nell’oro caldo del primo mattino.

E tu rimani dentro questi occhi
che ti rubarono alla luce viva
per farti perla sul filo dell’anima.














Réné Magritte, "L'univers demasqué"

lunedì 24 marzo 2008

Un riflesso di fuoco all'orizzonte

Al di là delle robinie deserto
è il crepuscolo, livido velarsi
di monti nella brezza della sera,
uno stingersi di blu e di carnato.

Le tue parole, le mani di pietra
dall’altra parte se ne sono andate,
il passo alla città ti riconduce,
alle vetrine, a scarichi di bus.

E non vedrai il fiorire del convolvolo
su vecchie reti di maglia metallica,
non vedrai l’amore delle farfalle
sui cespi delle mie insalate.

Al di là delle robinie caduta
è la sera, resiste in lontananza
un riflesso di fuoco all’orizzonte:
come il ricordo di un perduto amore.













Fotografia: Declan McCullagh

domenica 23 marzo 2008

Pasqua

Pasqua di cioccolata e cani in corsa
rami di pesco e cuori rosso fuoco.

Anche il cielo si è aperto e primavera
grida all'aprile la sua esuberanza.

Dal vino dolce nascono risate
e discorsi seduti intorno a un tavolo.

I tulipani spandono nell'aria
i loro petali di rasi giallo.

La sera lentamente scende, dolce
come le uova - il sole è la sorpresa.

 

 

2007

sabato 22 marzo 2008

Il filo che lega la luna

“Donna Luna è una Venere.”
FEDERICO GARCÍA LORCA

Così l’amore dentro la memoria
come un computer evoca il programma
e il cielo della notte si spalanca,
l’osservatorio vigila la luna,
ne segue il corso e ne capta gli umori
come di donna, ne coglie il ricordo,
attorciglia il passato intorno al polso
e quello è il filo che lega la luna.













Réné Magritte, "la page blanche"

venerdì 21 marzo 2008

Verso Pasqua

Sotto la pioggia cammino pregando
e sono parte di questo universo.

Quanti non credono al Tuo sacrificio
hanno volti più lividi del cielo.

Portano i loro passi verso il nulla
ignari del miracolo di Pasqua.

Ma io cammino pregando e Ti sento
presente nel verde di primavera.

“Perché tutto da Te, tutto per Te,
tutto in Te”
nella lettera ai Romani.













Tiepolo, "Salita al Calvario"
Venezia, Sant'Alvise

giovedì 20 marzo 2008

Tra gli oleandri

Tra gli oleandri, alla brezza dell’ombra
contavamo le sere nei bicchieri
- le stelle erano granelli di sabbia,
l’amore un senso acuto di vertigine.

Ricordo com’era gialla la luce
del fanale, e com’era lieve il passo
- i tuoi capelli sfioravano il viso,
ne sentivo il verde aroma di mela.

Correva il tempo e non sapevo come
fermarlo ed essere sempre con te
- l’amore era un dolore dentro il petto
e lo chiamavo già la nostalgia.










C.F. Tuelzer, "Oleanders"

mercoledì 19 marzo 2008

Verso te

Tu dall’oscurità, dal già accaduto
vieni, come la luce che ci giunge
dalle stelle di remote galassie.

Ben altro è quello di cui ho bisogno,
la sfolgorante alba della speranza,
il sole caloroso dell’amore.

Ma continuo a seguire il lumicino,
viandante nella notte, verso te.









Immagine: Mrdowling.com

martedì 18 marzo 2008

La fontana

La fontana che lancia i suoi zampilli
a un cielo di madreperla e topazio
non sa che la mia pena è il tuo ricordo
in questi giorni di cuori e di baci.

Continua a mormorare alla città
quel suo amore che non si riempie mai,
lascia che i giapponesi la fotografino
con il Castello appeso sullo sfondo.

Cammino via verso vetrine rosse
e sempre più pesante è il mio fardello,
questa bisaccia di malinconia.

lunedì 17 marzo 2008

Essere parte

Essere parte – ritorna il concetto –
camminare nel mezzo di una folla,
gente sui marciapiedi di New York,
clienti di un supermarket affollato.

Essere parte di una comunità,
puntino al seguito di una via crucis,
voce che si aggiunge al coro pregando,
il granello di sabbia che precipita
con gli altri nel cono della clessidra.

Essere parte o rimanere isola?



Fotografia: Herbert

domenica 16 marzo 2008

Ricordo al mattino

Con le tue dita di fuoco e di neve
- come la pioggia cade con il sole -
spalanchi le tenui cortine rosa
del giorno a brividi di meraviglia.

Così il ricordo che ritorna in gola
è un grido che risveglia ormai sopiti
gusti, che accende suoni negli orecchi
- il mare in lontananza sciabordava,
la resina colava lungo i pini…

Il mattino è questa finestra aperta
dove invece di tigli vedo le onde.



Alice Dalton Brown, "Long golden day"

sabato 15 marzo 2008

La luce del tramonto

La luce del tramonto in questi giorni
di primavera con l’ora legale
non ancora scattata ha colore
di pesca, toni d’ambra. Come sospesa,
si diffonde intorno, luminoso
pulviscolo copre tutte le cose
come una pioggia dorata. È Zeus
che arde d’amore e la terra è Danae.


venerdì 14 marzo 2008

Sono il cormorano

Contro ogni ostacolo mi vorrei ergere
come macigno, e alle ondate resistere
come lo scoglio; come torre in pietra
sfidare il vento e il rombo di bufera.

Ma sono il cormorano che nel grasso
petrolio si impaluda, la bottiglia
che il vortice dei flutti fa girare,
sono il giunco che piega alla tempesta.











Foto: Casesardegna

giovedì 13 marzo 2008

Effluvio di magnolie

La primavera è questo effluvio dolce
di magnolie al calare della sera
quando il buio deposita i colori
ed alla luce della luna splendono
a centinaia quelle stelle bianche.

È un profumo che inebria, che stordisce
attira come un miele alla sua fonte,
nel prato dove si sono richiuse
già le corolle delle margherite.

Di giorno, con il sole, non colpisce
è di notte, nel fresco, che divampa
come un incendio dentro le narici.

mercoledì 12 marzo 2008

Il mare è un barbaro furioso

Il mare è un barbaro furioso e irrompe,
violenta le scogliere, ruba metri
alla spiaggia mescolandosi al cielo.

Sospinge un vento odoroso di salso,
gonfio di goccioline come nebbia
oltre la balaustra di pietra lavica.

Proprio questa forza è la sua bellezza,
come la pioggia purificatrice
o il maestrale che spezza i rami secchi.

E lo sento fratello nella notte
in questa piazza dalle palme antiche:
la sua rabbia mi dà serenità,
mi calma come una tisana calda.


martedì 11 marzo 2008

Un'altra mattina

"Non ti pare, dormendo, di non esser mai solo?”
CESARE PAVESE, Dialoghi con Leucò

Un’altra mattina, e il tempo che scorre
è un pugno di sabbia che va nel vento
portandosi via stanche congetture.

Dove sarai chiedo alle nubi bianche
che sorvolano cime di granito.
Ma hanno secoli le mie domande
e non so in che direzione guardare.

Se ancora mi parli di te nei sogni
lo fai con vaghezza e lasci sospese
parole vane, piene di incertezza.

Ti dilegui nell’aria del mattino,
quando irrompe la luce e mi travolge
la dolcezza fiacca del dormiveglia.



lunedì 10 marzo 2008

Dolci ricordi

"Forsan et haec olim
meminisse iuvabit".
VIRGILIO, Eneide, I
Le nuvole si inseguono nel cielo,
i miei pensieri sono come loro,
leggeri, proiettati sopra un telo
disteso immenso su questo pianoro.

Certi ricordi che squarciano il velo
hanno dolcezza di momenti d'oro
- nella memoria quei fiori di melo
assumono il valore di un tesoro.

Il vento che soffia verso ponente
disperde basso il fumo dei camini,
lascia nel grigio minuscole strisce.

Così l'angoscia di allora svanisce,
diventa nulla nel tempo presente,
come la neve sui colli prealpini.


domenica 9 marzo 2008

L'ombra

“Ancora lei, l’ombra.”
MAURIZIO CUCCHI
La tua vita è un racconto che mi fanno,
suona lontana come il mare dentro
una conchiglia e ugualmente fasulla.
O quelle cartoline con le palme
che riportano banali saluti
e il mio indirizzo sotto francobolli
colorati con effigi di re.

La tua vita è il ricordo che mi tenta,
è quella sera al tavolo di un bar
quando la pioggia accese l’amore.
È il tuo spolverino bianco rimasto
nella memoria come ultima immagine
di te davanti a Via Vittor Pisani.

Ma se guardassi là sul lungomare,
tra le palme suonate dal libeccio,
io sono certo che ancora vedrei
la tua figura camminare lieve
nel breve tragitto verso la casa
che vide la nostra felicità.

È che davvero mi manca il coraggio
di ritornare a quel borgo adriatico
per scoprire magari che gli inverni
hanno cancellato le nostre impronte,
che il fuoco ha consumato la pineta,
che il tuo ricordo è diventato nebbia.

O che, dopo avermi aspettato a lungo,
stanca di attendere, l’ombra se n’è andata.
















Immagine: Edward Hopper, Rooms by the sea, 1951

sabato 8 marzo 2008

Treno che non porta al mare

Fioriscono narcisi sulle scarpe
e parole negli occhi delle donne
su questo treno che non porta al mare
e attraversa campagne di lamiera.

Ma la tua giacca rossa infiamma i cuori
e accende luminarie di Natale
e riccioli ribelli sulla fronte.

San Valentino porterà l’amore
o almeno rose ed i cioccolatini.
Fuori la neve ancora non si è sciolta.


venerdì 7 marzo 2008

L'addio salato

Traboccò l'ultima goccia del tempo,
i nostri baci nudi salutarono
l'addio con un sentore di salato.

Avevi pianto per la mia partenza,
avevo pianto per quella tua assenza
che già riempiva il mio cuore, la mente.

E me ne andai come si va alla guerra,
sulle spalle lo zaino del ricordo.

















Gustav Klimt, "Der Kuss"

giovedì 6 marzo 2008

L'ombra nuda

“Come nascondere l’ombra in me sospesa.”
VINICIUS DE MORAES
La tua ombra nuda giace sul parquet
che milioni di passi ha sostenuto.
È uno specchio di te e della tua vita,
dice delle tue mani abbandonate
che nervose accarezzano i polpacci
più di quanto tu abbia mai raccontato.

Aspetto che le tue scarpe leggere
da ballerina si levino in volo
per raggiungere l'ombra e farne luce.


da una fotografia di Francesca Woodman

mercoledì 5 marzo 2008

Mattino

Tutto ha il colore dell‘aurora.”
PAUL ÉLUARD

E con le belle mani da pianista
dilati l'aria serena del giorno,
come scostassi una tenda di mussola.
Metti in luce la stanza e il suo disordine
di lenzuola gonfiate nella notte
- le vele dell’amore hanno garrito.

E con gli occhi velati d’ametista
metti a nudo il mio ultimo segreto,
accendi i sogni come candeline.
Poi giri la chiavetta del mio cuore
che torna a ticchettare nel mattino
verniciato di fresco dal tuo sguardo.


Salvador Dalì, "Femme à la fenetre"

martedì 4 marzo 2008

Animale di scoglio

“Non saremo null‘altro
che rozzi testimoni di questo esistere?”
VITTORIO BODINI
Vivo aggrappato ad un giorno qualunque
come il mollusco abbarbicato al ruvido
pietrame di uno scoglio sottovento.

Quel che mi resta è una voce di donna
che da lontano chiama e che svanisce
nell’eco ventosa della risacca.

La differenza è che la mia scogliera
non teme predatori con le reti
ma ombre lugubri di vecchi ricordi.


lunedì 3 marzo 2008

Aspettando Prometeo

Ti ho confessato il mio timore antico,
conosci la memoria dell’addio
che torna senza invito e che dilegua
la ragione tendendomi imboscate.
L’oggetto dell’agguato sono io
all’imbrunire di un rimpianto come
un iceberg riaffiorato nella mente.

La sabbia scende dentro la clessidra
fino al momento in cui devi voltarla:
come chi forgia il ferro provo a dare
ai miei pensieri il corso che desidero.
E come ferro sono duri e freddi,
non so trovare il fuoco che li pieghi:
da sempre aspetto che venga Prometeo
a donarmi la fiamma dell’amore.















Fotografia: http://www.neopax.com/

domenica 2 marzo 2008

La neve

“E io invece nelle notti discorro
con il vento.”

MARINA CVETAEVA
Le luci cittadine sono fiori
accesi nell’oscurità, disegnano
ombre sul porfido, dove tu vivi:
fanno gialli i palazzi, assecondano
gli ultimi tram che scivolano via.

Qui invece la gelida tramontana
soffia spazzando ossuti rami nudi
e brillano i crinali illuminati
dalla luna: è la tua luce soltanto
a lacerare il buio dentro me.

Nel giardino di ghiaccio anche le piante
sembrano morte, dei verdi cristalli
imbalsamati. Così il mio amore,
questa reliquia chiusa in una teca,
orpello impolverato sotto vetro.

Mi fai sentire più solo stasera
mentre mi aggiro lontano da feste,
amici e facili consolazioni.
Mi fai sentire più vuoto se ancora
il tuo amore mi nevica nel petto.

Spero mi faccia bene, come dicono
giovi al frumento tenero la neve.


8 gennaio 2003


sabato 1 marzo 2008

E tu dici poesia

“È il poema a dire noi.”
OCTAVIO PAZ, Ritorno
E tu dici poesia, ma non conosci
l’acuminata punta della spina
o il cuore sanguinante nella notte.

Vedi soltanto i petali di rosa
e li sfiori con le dita affusolate,
ascolti le corde del sentimento
vibrare e le accarezzi come arpista.

Ma non sai la sofferenza che dietro
scuote la tenda - è un vento che ferisce
e mutila le statue dentro il parco
sconfinato e vago della memoria.

E tu dici poesia, ma è la mia vita.
























Warren Dennis, "Harp Player"