venerdì 29 febbraio 2008

29 febbraio


“Oh lontana lontana
in questa notte.”

ATTILIO BERTOLUCCI
Ventinove febbraio ed il bambù
ondeggia al vento che soffia dal Lario
in questo giorno strano. C’eri tu
ed eri un bel pensiero necessario

quel ventinove febbraio passato
ormai da quattro anni come acqua scesa
dal monte e giunta alla foce. C’è stato
il doloroso crollo di un’intesa,

l’illusione divenne delusione:
fu dopo quel ventinove febbraio.
Figlio di una nidiata di ricordi

è questo giorno che vive dei bordi
rosa del cielo e di quel ginepraio
di vento che cambia già la stagione.


giovedì 28 febbraio 2008

Una poesia d'amore

Nella sua casa di pareti bianche
apre la bocca per dire qualcosa
- come una spuma bianca d’onde scivola
nell’aria, fragile bolla di tempo,
un fascinoso mare a mezza costa.

La meraviglia è una poesia d’amore.














Paul Gauguin, Haere Ia Oe! (La femme au mango. Où vas-tu?), 1893

mercoledì 27 febbraio 2008

Sogno

La notte era l’involucro del sogno,
certificato dal sigillo rosso
della tua indubitabile presenza.

Esibivi il tuo lato di maliarda
indossando la piumata malizia
di una bellissima femmina d’angelo.

Il tuo sguardo era uno sprazzo di mare
che rifrangeva giorni ormai perduti,
specchi di strade che non percorremmo.

Le mie parole suonavano vuote,
come se un vetro spesso le fermasse,
restavano nel bicchiere del sonno.

La mia memoria sapeva di te
solo quello che avevo sognato.


Raymond Leach, "Only a dream away"

martedì 26 febbraio 2008

Pallido sapere

Colleziono conchiglie di ricordi,
rosei granelli di immaginazione.

Infilo i sogni come le perline,
intreccio le sequenze in braccialetti.

E cammino per la strada gettando sguardi
che catturino storie tra le palpebre.

Vivo di questo pallido sapere.

lunedì 25 febbraio 2008

Dimmi parole che gridino amore

Dimmi parole che gridino amore,
spremile come rotondi limoni,
staccali dai rami ossuti del tempo.

Avvicina la tua bocca, sussurra
la dolcezza che io voglio sentire,
fai correre la lingua sulla chiostra.

Disponi i laghi blu delle vocali,
i picchi verdi delle consonanti,
i cieli sterminati dei silenzi.

È tutto quello che voglio sapere,
è tutto quello che io voglio avere:
dimmi parole che soffino amore.



Dipinto: Louis Treserras


domenica 24 febbraio 2008

Da questa panchina

“Nel prato esteso potrò
bagnarmi, riavere fiato.”

MAURIZIO CUCCHI
Ai contrafforti bianchi dell’Arena
appendo ad asciugare la tua immagine
adesso che primavera è nei prati.

Ascolto gente attraversare il parco,
i cani che annusano le parole
nell’aria e corrono tra i calicanti.

Da questa panchina, dove riposo
i miei rimpianti sciogliendoli al sole
come se fossero di neve e tu
ne brillassi preziosa nel riverbero.


sabato 23 febbraio 2008

Ode al ricordo

"Ricordo, amore che non muore mai!”
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

Con due dita sorreggo il filo rosso
del ricordo - percorre strade solite
dove memorie guizzano argentee
come dei pesciolini nella rete.
Alla ringhiera del tempo, affacciato
come ad un belvedere, osservo
quegli improvvisi voli della mente
- così il gabbiano si leva sul mare.
Il vento non cancella quelle tracce
abbandonate sulla sabbia umida
e i riflessi del sole sulle cupole
d’oro di Venezia ancora mi abbacinano.

Risplendi, lucido suo simulacro,
ricordo che dal tempo sorgi e vieni
alla mia mente a fingere un’immagine
fugace più del riverbero in acqua.
Riluci, piccolo specchio perduto,
frantumato in pezzetti che rimandano
dettagli ingigantiti, volti sciolti
dal vortice furioso di una folla.
Donami il conforto della memoria,
affascinante come il mare all’alba.

Ricordare è un viaggio - si va nella notte
lasciandosi guidare da rumori
lontani, dagli improvvisi sussulti
del sangue quando vicina è la meta.
Il tempo stende la coperta logora
e come su un vecchio treno si va
nella notte - di tanto in tanto fuori
una lanterna illumina il paesaggio
e si scorge soltanto per un attimo
l’immagine che portiamo nel cuore.

Solo nell’ieri ho veduto chiaro
come una donna misteriosamente
apparsa sorridente e senza veli,
come la verità nuda e impudica.
Solo il già noto io conosco bene,
quel che è accaduto, quello che ho sbagliato.
E mi schernisce quella donna nuda,
ride di me, mi invita a superare
la barriera sapendo che è impossibile.

Quello che amo più non mi appartiene.


venerdì 22 febbraio 2008

Lascia che ti dica

Lascia che ti racconti della luce,
di come cada radente dai monti
e affilata più di una lama tagli
le creste riversandosi in città.

Io c’ero - quell’estate, quell’inverno
io c’ero e l’autunno e la primavera
e portavo al guinzaglio la mia angoscia
e contavo i tramonti sulle dita.

Lascia che ti dica di quel fiume,
di come il sole in esso si frantumi
e riverberi gli occhi di chi guarda
assorto dalla spalletta del ponte.

Io c’ero - e vidi i papaveri rossi
passare ed i ciliegi farsi bianchi
e aspettavo che l’alba si levasse
e raccontavo allo specchio di te.

2 maggio 2006


giovedì 21 febbraio 2008

Il labirinto del cuore

È un labirinto il tuo cuore e mi perdo
nei suoi meandri, nelle sue anse di fiume.
Con il passo leggero tento strade,
individuo percorsi verso te
e poi ritorno a calpestare orme
che ho già lasciato impresse tante volte.

Seguo una traccia labile, tenendo
ben teso in una mano il filo rosso
che a te mi condurrà - amore - un giorno.
















Paula Reed, Piece of my heart"

mercoledì 20 febbraio 2008

Sera di porpora

“Perché son come l‘Amore stesso
con frecce di pianto, nella faretra del cuore.”

FEDERICO GARCÍA LORCA

Ti reco in me nella sera di porpora
che sfuma dietro l’ultima collina
con l’insistere di macchia di sangue.
Scivoli al mio fianco leggera e triste
come la volta che mi accompagnasti
al lungo viaggio dentro la Centrale.

Le donne credono che io sia felice,
mi vedono sorridere al tuo ieri
e credono siffatto anche il presente.
Sapessi piangere, tiepide lacrime
righerebbero il mio volto tirato,
scenderebbero rivoli di fuoco.

Ma il mio cuore è di plastica e petrolio
arde perenne sotto la sua scorza:
ha scorte ancora nei suoi magazzini.
Ti reco in me nella sera di porpora
dove gli uccelli cuciono il tramonto
e l’amore è un cielo che non si spegne.













GNU Free Documentation License,

martedì 19 febbraio 2008

Io e te, poesia


Io, celato nell'ombra dei miei versi,
ogni giorno ti ammiro, poesia.

E tu cammini nuda nella luce
in questa foresta pietrificata.

Ti aggiri come un pallido fantasma
nei rioni deserti della memoria.

Quando ti fermi ed apri una finestra
si accende una scintilla, come al sole.

Io e te, poesia, amiamo di questo amore.

18 febbraio 2008


Yves Blanc, "Ornamental poesie"


lunedì 18 febbraio 2008

Ulisse

“De‘ remi facemmo ala al folle volo.”
DANTE ALIGHIERI; Inferno, XXVI
L’orizzonte è una lastra di cristallo
e la gioia vi naviga leggera
come un miraggio di gusci di noce.

La sirena verrà dal mezzogiorno
a tentarmi, vorrà essere baciata
e stretta tra le mie braccia, per perdermi.

La nave si allontana sulle fiamme
e brucia la dolcezza del suo canto
come un vino passato per la gola.

















Mosaico da una casa di Thugga (Tunisia),
II-III secolo d.C. (Museo del Bardo)

domenica 17 febbraio 2008

Misteriose città

In cielo certe sere si disegnano
misteriose città di fumo e luce
proprio quando il tramonto inizia a accendere
ad occidente la sfera del sole.

Così il ricordo ti emula ai miei occhi,
ingannando perfino la ragione:
sei una donna che cammina per via,
una voce che chiama da un cortile.

Poi scende la sera, gelida e buia.
E il disinganno profuma d’oblio.


sabato 16 febbraio 2008

Viaggio verso te

"Un viaggio è come una rappresentazione
dell'esistenza.”
LEONARDO SCIASCIA

Viaggio verso te, viaggio verso l’ombra,
là oltre le dune dove puoi sentire
la risacca infrangersi tra gli scogli
e immagini ossi di seppia portati
a riva galleggiare tra le alghe,
posarsi sul bagnasciuga tra polvere
di conchiglie: così anche i miei ricordi.
Il tempo li ha sfrangiati, logorati,
ne ha alterato la forma e la sostanza.

Per questo, viaggio verso il mio passato:
per ricostruirlo come un grande puzzle,
per ritrovare tessere perdute
e incastonarle, sperando che una
abbia il tuo volto, mio amore, mia ombra...



venerdì 15 febbraio 2008

L'angelo


“Fuorché uno, ferito, con le ali mozze.”
RAFAEL ALBERTI
Hai abbandonato gli specchi: deserti
di te giacciono in solai polverosi,
o svelano al cielo i loro frantumi.

Ora vestita di bianco, tu giochi
a fare l’angelo con pizzi e trine
e il fiammeggiante cespo dei capelli.

Ma nella luce fittizia e crudele
del vecchio magazzino le tue ali
vibrano appese a un filo di metallo.

17 novembre 2003


da una fotografia di Francesca Woodman

(From Angel Series) 1977-78

giovedì 14 febbraio 2008

Poesia d'amore

Era una massa informe la mia vita,
tu sei stata il Big Bang che mi ha creato.
Io nacqui quel pomeriggio di giugno,
non avevo che diciassette anni.

Non avevano sapore i miei giorni:
tu sei il sale che nutre la mia terra,
sei spezia che sa di dolce e piccante,
sei spesso miele, raramente fiele.

Non conoscevano colore gli occhi:
tu mi hai svelato l’azzurro del cielo,
il rosso dei papaveri tra il grano,
l’arancione che incendia ogni tramonto.

Perché tu sei l’Amore, amore mio.











immagine dal web

mercoledì 13 febbraio 2008

Come il mare

“E tutto sembra roseo e romantico a noi
ch'eravamo giovani allora.”

FRANCIS SCOTT FITZGERALD, L’età del jazz

Ho rivisto le palme luccicanti
e le montagne bianche sullo sfondo.
Come il mare, il ricordo è una lusinga
che scompagina l’ordine dei giorni.

L’onda chiara della risacca infrange
gli scogli del presente come pali.
La nostalgia che mi turba rimane
impaniata nel vischio del passato.


martedì 12 febbraio 2008

Tra inverno e primavera

È ancora inverno quando guardo i platani
della stazione e la neve sui monti.

Ma è primavera nel sole già caldo
- lo sa anche la lucertola che ha fatto
capolino tra i vasi di ceramica.



lunedì 11 febbraio 2008

L'attimo

Aspetto il tuo sorriso in una via
come un refolo di vento, una luce
che ai rami raschi la malinconia.

Dalla neve, dai monti in lontananza
discende l’aria fredda che i gabbiani
si portano al nido nel giorno breve.

Nessun incontro, nessuna parola:
soltanto l’attimo fuggito al volo
nel lieto sventolio del tuo cappotto.


domenica 10 febbraio 2008

Quotidiana Fenice

La luce chiara dell’alba è l’unico segno
per riconoscerti, la gialla
comunione tra la terra ed il cielo.

Da quel risveglio giungi e ti inoltri
nell’oggi con la tua andatura calma,
ridisegni il tracciato della vita
come l’aurora ridona alle forme
i contorni e delinea dimensioni.

Non sei dimenticata, non svanisci:
sei quotidiana Fenice che nasce
incenerendo i sogni della notte.



sabato 9 febbraio 2008

Un'eco di niente

"Every something is
an echo of nothing.”
JOHN CAGE
Una musica che suona nell’aria,
una musica che non riesco a udire:
questo tu sei adesso e non so comprendere
se i tuoi accordi ritmano in minore.

Come lucertola mi sei sfuggita,
neppure la tua coda tra le dita
stanche sono riuscito a trattenere,
nemmeno la tua tana ho ritrovato.

Così rimango sordo ad ascoltare
la canzone che non parla di te,
rimango cieco ad osservare l’ombra
di una lucertola che neanche c’è.


venerdì 8 febbraio 2008

Due fotografie

“Forse quello che chiamiamo anima non è se non
l'insieme di questi oscuri detriti di ricordi.”

HERMANN HESSE, Pellegrinaggio d’autunno
I.

Una fotografia dimenticata,
un particolare riconosciuto,
il dettaglio che la lente certifica...

Scoprirti sullo sfondo di un ritratto,
trovarti uguale nella mia memoria
ha sancito la forza del ricordo.

Ed eri tu, con i tuoi cruciverba
e i capelli bagnati, sulla sdraio,
avvolta nell’accappatoio bianco.

II.

Un’altra vecchia foto: sono io
questa volta, giù al Raggio del Silenzio.
E l’oleandro rosso sullo sfondo
era già il tuo ricordo dentro il sangue.

La mia tristezza, la malinconia
dipinta sul mio volto di ventenne
già presagiva, costruiva memorie.

giovedì 7 febbraio 2008

Al limitare del sogno

Al limitare del sogno disegni
nell’aria un vago cenno di richiamo.

Dalle tue dita affusolate scendono
le luminose cascate del tempo.

“L’amore…” resta una frase sospesa,
un punto di domanda congelato,
barbagianni sorpreso dal mattino.


mercoledì 6 febbraio 2008

Gioco di luna

Il gioco di luna illumina il buio
- l'impenetrabile che si distingue
appena nel folto della foresta,
laggiù un esile lume di ragione.

Ed il tuo corpo è questa landa bianca
abbandonata alla luce del faro,
terra buona che sa di sale e vento
e smuove le sue curve di violino.

Ma tutto in una nuvola di sogno
si perde, come la nebbia che cala
sulla brughiera e si prende i casali,
li avvolge nella carezza del nulla.

Là dove l'orizzonte ti fa donna
svanisci all'improvviso con la luna.

19 febbraio 2006

martedì 5 febbraio 2008

Oltre il tramonto

Oltre il tramonto guardo questa notte
cadere lenta come nevicata.
Ora la gioventù non è che un fuoco
lontano che arde nel vento serale
e torna la nostalgia come un gioco
dimenticato, dolce miele e vino.
Si fa di fumo nero e sangue il cielo
e la malinconia chiamata tempo
mi colpisce con la forza di un maglio.



Acquarello di Sharon Lynn Williams

lunedì 4 febbraio 2008

Leda

Il cigno che si spiuma in riva al fiume
regalando riflessi bianchi al vento
la notte sogna Leda nel suo nido.

Io mi accontento di tenermi a galla,
non ho zampe palmate ma ricordi
e il collo lungo delle mie illusioni.

E tu sei la mia Leda, la conchiglia
del sogno ti racchiude come un’ostrica:
la tua bellezza è l’essere perduta.


domenica 3 febbraio 2008

Variazione su una poesia di Éluard

Io che ti vedo sono io che ti creo,
io che ti ascolto, io che ti descrivo.
Io sono te com’eri e come sei
e come ti sogno e come ti so.

E il tutto e il nulla e il tempo ch’è passato
e il mare in cui ti immergi e le lenzuola
colorate in cui dormi e fai l’amore,
e sono anche la luce che ti svela.

Io che ti sogno sono io che ti vivo.

















# foto dal web

sabato 2 febbraio 2008

Il tuo nome nel mio

Il tuo nome nel mio incastonato
- pietra preziosa - non è più quel grido
l’invocazione che squarcia la notte
il suono lacerante di sirene.

Io l’ho difeso con il mio fucile
con l’elmetto e la maschera antigas.
Io l’ho allisciato, pelo di gattino
morbidezza esangue del velluto.

E adesso lo ritrovo dentro il petto
sparato al centro della mia figura
sogno disseppellito tra le coltri
nell’inutile scorrere del giorno.

venerdì 1 febbraio 2008

La luce bianca di gennaio

Entra la luce bianca di gennaio,
disegna raggi e ombre sulla parete
dove la Madonnina nera prega.

Tempo che è stato, tempo che ricordo.

Sul cuscino rimane un cenno vago,
un lesto sprimacciare, uno spiumare
e un sogno scivola sul pavimento.